In ogni gioco siamo abituati ad essere dei soldati, dei non morti, degli psicopatici, ma come sarebbe se in un gioco, da semplici soldati  andremo addirittura a sfidare un Dio, God Of War ci affre proprio questa opportunità,  ambientato nella grecia pregna di leggende dell’Olimpo, Dei e Dee. La sceneggiatura di GOW non è molto complessa, ma quel poco che c’è  è abilmente frammentato durante il corso dell’avventura, portando il giocatore a scoprire il passato del proprio alter ego un po’ alla volta.

Gli Dei non sono nulla

God Of War è ambientato nell’affascinante universo della mitologia greca.
Il gioco è strutturato come un classico action-adventure che riunisce a regola d’arte combattimenti, enigmi e esplorazione.
Kratos deve recarsi ad Atene per sconfiggere il Dio della guerra Ares ma durante il viaggio dovrà combattere con le sue letali spade, orde micidiali di demoni al servizio del malvagio Dio. Ogni arma, da quella iniziale a quella secondaria che si ottiene andando avanti nel gioco, ha un suo sistema di combo molto vasto, che consente al giocatore di poter mutilare i corpi dei demoni, è possibile prenderli e gettarli via, spaccarli in due, lanciarli in aria e rimandarli giù, davvero tante cose, non ci si annoia mai a provare ogni combo. Oltre alle armi avremo a disposizione  anche delle magie che ci verranno donate dagli Dei stessi, Poseidone ci donerà una magia ad area che annienta i nemici, staccando la testa alla famigerata Medusa saremo in grado di usarla per pietrificare i nemici, Zeus in persona ci donerà i suoi fulmini, Ade ci darà in dono anime del suo esercito infernale, ogni arma e magia sarà potenziabile tramite globi rossi che si ottengono uccidendo i nemici, ogni globo si può amministrare come si vuole, potendo potenziare tutto quello che vogliamo, ogni magia avrà 3 livelli di potenza, anche la spada secondaria avrà 3 livelli, solo le spade iniziali potranno potenziarsi fino al livello 5.

Un’altra caratteristica fondamentale di GOW è il sistema di combattimento basato su alcune sequenze precalcolate. Infatti, indebolendo alcuni nemici, comparirà sulla loro testa il simbolo cerchio del PAD. Premendolo si da il via a spettacolari acrobazie simili ai famosi “quick time event” di ShenMue.

Spettacolo per gli occhi
Graficamente GOW è quanto di più spettacolare la PS2 ci abbia mai offerto (poi arrivò GOW2).

Il team di sviluppo ci regala delle ambientazioni curate in maniera davvero superba. Ogni stanza, ogni strada, ogni statua è stata realizzata in modo eccellente, rendendo le ambientazioni tutte molto varie e ispirate. Sui lussuosi pavimenti di marmo, così come nelle pozze d’acqua, è possibile notare i riflessi della luce e dei personaggi. Le texures sono tutte di buon livello, e realizzate con un’ottima scelta dei colori. I modelli poligonali che compongono le creature del gioco sono buone, anche se risultano certamente meno impressionanti del lavoro fatto per le ambientazioni, mostrando a volte poligoni un po’ grezzi soprattutto nelle giunture. Le animazioni di Kratos sono ottime, vederlo intento a nuotare, saltare, combattere e spostare enormi macigni a suon di calci senza mai fare una pausa, potrebbe suscitare nei giocatori più sensibili una sorta di pena per il poveretto, che diciamolo, si fa davvero un mazzo tanto per tutta la durata del gioco! Il lato positivo per compensare l’immane sforzo del povero protagonista, è sicuramente il sadismo e la cattiveria con cui si libera dei nemici…. Ad esempio spezzandoli in due a mani nude, o strappando loro le ali mentre li tiene fermi in terra con un piede sulla testa. Il doppiaggio è completamente in italiano, per altro eseguito in modo buono, sarà quindi un piacere (una volta tanto) sentire i personaggi del gioco parlare nella nostra lingua.Il sonoro è bellissimo, i temi di gioco sono molto in sintonia con l’ambiente circostante, i suoni rimandano molto a colossal famosissimi del cinema.

GOW è un gioco favoloso, non ci si stanca mai di giocarlo e di fare a fette i  nemici, i contenuti speciali sono ottimi e la modalità molto difficile mette a dura prova il giocatore più esperto, soprattutto nelle fasi finali, chi ha avuto una PS2 non può non aver giocato a questo titolo.

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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