Contro i nerazzurri di Bergamo non c’era margine d’errore per il Napoli, che risponde ai tre squilli romanisti di Salah, Totti ed El Shaarawy con la doppietta dello scatenato Higuain. La corsa al secondo posto è ancora tutta da decidere a 180’ dalla fine del campionato…

La partita. Ad indirizzare subito il match sui binari giusti ci pensa Higuain, che sul tracciante di Hamsik buca per la prima volta Sportiello con una deviazione volante (10’). Il portiere atalantino è però reattivo a deviare fuori la bordata di Allan al 32’. Al ritorno in campo i partenopei sferzano il terreno di gioco manovrando in maniera rapida ma accorta ed accendendosi improvvisamente negli ultimi 30 metri: ci provano infruttuosamente Hamsik ed Insigne (42’), Allan al 58’ ed infine al 67’ Callejon (il cui pallonetto è di poco fuori misura). Ma al 77’ è ancora Higuain, stavolta di testa ben imbeccato dal morbido cross di Callejon, a raddoppiare e rendere meno amaro l’autogol di Albiol al minuto 85. Peccato per i due tentativi di Mertens (89’) ed Hamsik (93’) su cui Sportiello si supera miracolosamente.

Attenti a “quei due”. In due giornate la Roma ha rifilato al Napoli una mazzata – la sconfitta maturata all’Olimpico – ed una frustata – ieri in rimonta 2-3 sul Genoa. Ora che di giornate ne mancano altrettante, che fanno oltretutto il pari con i punti che distanziano le due contendenti al secondo posto, dinanzi al Napoli si parano quindi ulteriori due ex, vogliosi stavolta di ergersi ad ago della bilancia di un’intera stagione: il Torino di Ventura ed il quasi retrocesso Frosinone di Stellone, squadre diverse ma dall’alto profilo agonistico e morale. Non sarà una passeggiata, come del resto ieri non era facile reagire all’assalto romanista contro quell’Atalanta che a suo tempo costrinse al pari proprio i capitolini, ma il Napoli ha il vantaggio di non dover affatto pensare: la vittoria è l’unico credo a cui dovranno votarsi Sarri e i suoi uomini. Ieri le giocate di Higuain in tandem con Hamsik prima e con Callejon poi hanno salvato una prestazione non brillantissima contro un’Atalanta che, dal canto suo, non ha mai mostrato di voler frapporsi tra i partenopei ed i tre punti, quasi in segno di reverenza dei buoni rapporti che legano i due club, e questo ha agevolato non poco il compito dell’undici azzurro. Tutt’altra musica aspetterà il Napoli nei prossimi impegni, con “quei due” ex pronti all’infame sgambetto…

Nordhal avvisato… mezzo superato. Quando le parole non bastano più, è meglio allora far cantare i numeri: con la doppietta di ieri, Gonzalo Higuain è salito a quota 32 gol in campionato doppiando Dybala e Bacca, fermi a quota 16 reti; il ciclone argentino ha inoltre segnato da solo più dell’Hellas Verona (30 marcature complessive) e poco meno di Udinese e Sampdoria (ferme entrambe a 33); è alla nona doppietta stagionale; è il secondo miglior marcatore europeo dietro il cannibale Suarez (35). Sfumato il sogno di trascinare la squadra allo scudetto a suon di gol, al Pipita rimane la soddisfazione personale di battere il record di 35 segnature in Serie A appartenente a Nordhal, che sarebbe già caduto se la pesante squalifica non lo avesse tenuto lontano dai campi da gioco per tre lunghissimi turni.

Napoli da record. Lo abbiamo detto più volte e per tutto l’anno: in questo Napoli c’è tantissimo di Higuain ma non tutto nasce e muore col Pipita. La squadra di Sarri anche contro la remissiva Atalanta recita il suo solito copione fatto di possesso palla, controllo del gioco, inibizione delle fonti di gioco avversarie e pressing (stavolta solo moderatamente) alto. Subito dopo il marziano venuto da Madrid, infatti, Allan, Jorginho e Callejon si distinguono per abnegazione tattica oltre che per propositività in fase di costruzione di gioco e ripartenza. Meglio dello spento – a tratti svogliato – Insigne ha fatto Mertens, capace di ridare brillantezza e vivacità al reparto offensivo in un momento di stanca del match: suo il merito in occasione del raddoppio azzurro, avendo recuperato palla sulla trequarti  nerazzurra e servito Callejon, autore poi dell’assist vincente. È giusto quindi anche celebrare i record che questa squadra sta raggiungendo: eguagliato il record di 23 vittorie stabilito nel 2012/2013 e nel 2013/2014, nel mirino ci sono ora il record di gol segnati in Serie A (77, con gli azzurri fermi a 74), il minor numero di reti subite (36 nel 2012/2013 a fronte delle 31 attuali),  ed infine il record di punti raggiunto sempre nel biennio 2012/2014 (78, contro i 76 attuali). Senza contare le 15 vittorie interne, che insieme ai tre pareggi danno al Napoli l’altro primato assoluto di 48 punti casalinghi conquistati in un anno, nonché essere stata la prima squadra italiana a superare quota 100 gol stagionali. Chapeau.

Rispondi