Hitchcock/Truffaut: due geni a confronto

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Era una calda giornata d’estate del 1962 quando François Truffaut incontrò Alfred Hitchcock. Un incontro che rappresentò per il cinema ciò che il match Alì-Foreman rappresentò per la boxe, e al quale seguì una settimana intera di discussioni che portarono infine alla pubblicazione de “Il cinema secondo Hitchcock”.

In questo libro, scritto sotto forma di dialogo, si segue la vita del maestro della suspense, a partire dai suoi primi anni nel cinema muto, e dal suo primo periodo di sperimentazione, fino al culmine della sua carriera nel 1960, anno in cui diresse Psycho. In un edizione successiva del volume, poi, si arriva fino alla sua morte.

Truffaut è stato uno dei più grandi critici cinematografici nonché uno dei più grandi registi di tutti i tempi, colui che con il film “Effetto notte” spianò la strada alla Nouvelle Vague, diretta discendente francese del Neorealismo italiano.

Alfred Hitchcock non avrebbe neanche bisogno di presentazioni. Ai meno appassionati basterà sapere che è stato il più grande sperimentatore della storia del cinema, colui che cambiava a piacimento lo stato d’animo delle persone facendo apparire una storia d’amore come un omicidio e viceversa. Colui che introdusse nel cinema, ancor prima di Truffaut, l’idea di metacinema e la tecnica McGuffin, e che fece apprezzare a forza ad un pubblico, all’epoca ancora impreparato, il suo black humour. Se pensate che Alejandro Gonzales Inarritu faccia piani sequenza troppo lunghi, sappiate che Hitchcock fu l’unico nella storia del cinema a girare un lungometraggio in un solo, lunghissimo, piano sequenza.

Capirete, quindi, che questo incontro vale molto di più di una semplice chiacchierata tra amici. Tutto ciò che sarebbe stato il futuro del cinema è contenuto nelle parole di questi due registi, del maestro e del suo apprendista (la Nouvelle Vague si ispirò anche a Hitchcock), così simili eppure così diversi.

Chi è amante del cinema, chi vuole intraprendere la carriera di regista o anche chi vuole semplicemente capire il lavoro che c’è dietro la realizzazione dei film che tanto ama, non può certamente lasciarsi sfuggire l’occasione di vedere la trasposizione di questo libro in documentario. Infatti, da oggi fino al 6 aprile, nelle sale di tutta Italia sarà trasmesso “Hitchcock/Truffaut”, documentario diretto da Kent Jones sul fatidico incontro che diede un nuovo volto ad Hitchcock e che rivoluzionò totalmente l’idea di far cinema.

Nel documentario, oltre agli audio delle interviste, ci saranno gli interventi di vari registi che senza Hitchcock e Truffaut oggi non esisterebbero. Ad intervenire saranno David Fincher (famoso per aver diretto film come “Seven”, “Zodiac”, “Fight Club”, “The Social Network” o “Il curioso caso di Benjamin Button”), James Gray (Regista di “Little Odessa”), Paul Shrader (Sceneggiatore di “Taxi driver” e regista di “American Gigolò”), Wes Anderson (“Grand Budapest Hotel”), Arnauld Desplechin, Olivier Assays (“Irma Vep”) e Martin Scorsese (“Taxi driver”, “The departed”, “Shutter Island” ecc.).

Insomma, questo documentario sarà un viaggio verso la storia del cinema, una lunga camminata tra i più grandi registi viventi e tra coloro che li hanno ispirati, un evento che nessun cinefilo può, per nessun motivo, perdersi.

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