Rivoluzione HIV, non rilevabile = non trasmissibile

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Undetectable = Untrasmittable. Ovvero, “se non è rilevabile, non è trasmissibile”. Questo lo slogan della “Prevention Access Campaign“, rete internazionale nata circa un anno fa per diffondere una nuova consapevolezza sulla sieropositività da HIV: chi rispetta la terapia e riesce a tenere la propria carica virale al di sotto della soglia di rilevabilità, non può trasmettere il virus.

Si tratta di un’evidenza scientifica dalla portata rivoluzionaria, al pari di quella che all’epoca rappresentò l’introduzione delle terapie“, sottolinea Massimo Oldrini, presidente nazionale della LILA, la Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, che da qualche giorno rilanciato la tematica in Italia con la campagna “Noi possiamo” (video) (info). Diffondere tale consapevolezza nella società è, infatti, fondamentale per abbattere finalmente le barriere sociali che ancora circondano le persone sieropositive che assumono regolarmente la terapia. Preoccupazioni definitivamente non giustificate da alcuna evidenza scientifica.

L’ulteriore conferma dell’equazione U = U, infatti, è arrivata dai risultati dello studio PARTNER, pubblicati lo scorso Luglio dalla prestigiosa rivista americana JAMA, e che ha evidenziato come in nessun caso, su oltre 58.000 rapporti sessuali non protetti tra persone sieropositive (ma con carica virale non rilevabile) e persone sane, ci sia stata la trasmissione del virus.

Insomma, ormai non ci sono più dubbi su questa acquisizione scientifica. Restano solo da abbattere i pregiudizi e la scarsa informazione che abbonda su questo argomento e che, purtroppo, il ritorno dell’antivaccinismo ha dimostrato essere potenziati da una crescente diffidenza verso le verità della scienza.

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