Quando mettemmo le mani sul primo Hotline Miami ci aspettavamo un classico platform da cabinato, con sonoro monotono ed una storia poco rilevante; in pratica, ci aspettavamo la famosa scritta in alto a sinistra “insert coin”.

Già, infatti Dennaton Games ha creato un titolo che è riuscito ad incollarci davanti allo schermo per svariate ore: un platform spettacolare con una grafica stile anni ’80, musiche ipnotizzanti, un gameplay unico ed originale ed una trama complessa e ben articolata.

Ambientato nella bellissima Miami del 1989, vestiamo i panni di Jacket, un giovane sicario che tramite messaggi cifrati dovrà compiere dei brutali omicidi. Un giorno si ritrova in un appartamento e davanti a lui si mostrano tre misteriosi personaggi con delle buffe maschere: Richard, Don Juan e Rasmus. Questi avvertono Jacket che se continua con questi omicidi la sua vita cambierà per sempre, ma il protagonista sfida la sorte. In una missione salva una prostituta di nome Hooker, della quale si innamora, e da quel momento la storia di Jacket prende una svolta inaspettata che rivede il nostro brutale e folle omicida combattere la criminalità e la mafia americana.

Dopo 3 anni esce sulle console Sony e per PC Hotline Miami 2: Wrong Number, una nuova perla che ci fa pensare una sola cosa: Dennaton Games fa “dannatamente” sul serio!

TRAMA

Miami 1989, Jacket viene catturato e messo a processo; il suo caso diventa nazionale ed il suo nome è ormai sulla bocca di tutti. Non a caso un gruppo di cinque ragazzi creano una sottospecie di “fan club”, fondando una vera e propria banda di giustizieri mascherati, emulando le gesta di Jacket contro la malavita floridiana.

Intanto il caso del “Pollo Incazzato” (Jacket indossava una maschera a forma di Pollo) è ancora aperto, è qui che facciamo la conoscenza di Evan Wright, un giornalista che vuole scoprire di più sulla vicenda di Jacket, spingendosi in situazioni che mettono a repentaglio la sua stessa vita.

Rispetto al suo predecessore la trama sembra decisamente più articolata, con dei salti spazio temporali che la fanno oscillare tra gli anni ’60 e gli ’80.

GRAFICA/SONORO

Sulla grafica c’è veramente poco da dire; Hotline Miami è un titolo arcade con una grafica stile “fine anni ’80”, quando il tridimensionale era ancora in progettazione. Le scene, con un gusto seppur datato, sono spaventosamente violente (anche troppo), con sangue a galloni in ogni scontro coi nemici. Il sonoro invece è di altissima qualità; chi è amante dell’elettronica e della techno non potrà fare a meno di alzare il volume al massimo e divertirsi!

GAMEPLAY/LONGEVITA’

Come nel primo, il gameplay si ripete nella sua immediatezza e originalità, dimostrando che anche negli arcade si possono avere svariati approcci col nemico, dallo stealth alla frenesia dei migliori shooter in circolazione. L’intelligenza artificiale dei nemici è abbastanza discreta, il level design è ottimo, con una difficoltà di gioco, nel complesso, davvero molto elevata.

Grazie a una narrazione ricca di salti temporali, il titolo offre una longevità molto alta, un vasto repertorio di personaggi da poter utilizzare e una serie d’armi variegata.

IN POCHE PAROLE

Come nel primo episodio, Dennaton Games con  Wrong Number ha fatto un buon lavoro, anche se ci aspettavamo qualche trovata più originale. Essendo un titolo in formato digitale e molto economico per quello che offre, abbiamo deciso di chiudere entrambi gli occhi e ci siamo goduti una perla, che si rifà ai più bei film di Tarantino, con uno stile molto “Pulp” ed una trama molto “Fiction”!

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