129. Le vittime di quest’attentato, almeno finora. Un numero enorme, per gli standard europei (ammesso che in quest’ambito possa parlarsi di standard): è il secondo attentato di sempre nell’UE per numero di vittime, dopo quelli di Madrid nel 2004. Una dinamica, quella del Bataclan, che ha ricordato a molti quello del Teatro Dubrovka a Mosca, portato avanti da terroristi ceceni contro civili accorsi ad uno spettacolo. Anche in quel caso, le vittime si aggirarono su una cifra simile.

10. Gli anni esatti passati dalla crisi delle banlieues che mise a ferro e fuoco Parigi nel 2005; proprio il 18 novembre la crisi si poteva dire chiusa, dopo la dura repressione governativa e la promessa di un miliardo di euro in fondi europei per promuovere la coesione sociale.

1871€. Il reddito mensile mediano, secondo il sito salairemoyen.com, dei nuclei familiari di Saint Denis, epicentro delle rivolte di dieci anni fa e oggi quartier generale dei gruppi armati che hanno organizzato gli attentati di venerdì scorso; una cifra lontanissima da quella dell’Ile de France (che si aggira sui 3200€, toccando vette di oltre 4 mila euro negli arrondissements più ricchi); una cifra terribilmente simile a quella che si ricava dalle statistiche ufficiali Istat riguardo la Campania (1916€ al mese per nucleo familiare).

43%. La percentuale di cittadini che, sempre a Saint Denis, risiedono in alloggi sociali dalla straordinaria somiglianza con le nostre Vele di Scampia; qualcuno s’è divertito a classificare queste “cité” recensendole una ad una.

42. Comma 7, per la precisione. L’articolo invocato da Hollande nei confronti degli altri Stati UE, chiedendone il supporto nella guerra al terrore di Daesh. Ancora poco chiari i confini della questione e se la “guerra” cui si riferisce Hollande sia da intendersi in senso tecnico, secondo i dettami del diritto internazionale. Importante, dal punto di vista politico, l’assenza del riferimento all’articolo 5 NATO che avrebbe coinvolto maggiormente gli USA: un segnale di asse con Putin, forse.

28. Gli anni di Valeria Solesin, di cui quattro, gli ultimi, dedicati allo studio ed alla ricerca in terra transalpina; la vittima che, per motivi abbastanza casuali, ci è più vicina. A lei è dedicato questo breve articolo.

Rispondi