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Da molti storici e intellettuali anglosassoni e mitteleuropei, De vinculis in genere di Giordano Bruno è considerato lo scritto politico più intelligente e illuminante della modernità, tanto da essere tutt’ora capace di versare luce sulle tendenze della contemporaneità.

 Il presupposto dell’opera bruniana è ovviamente l’uomo, creato per natura come un essere che “desidera” e che cerca il proprio completamento fuori di sé. Questo desiderio che vive nell’uomo è di carattere erotico, non soltanto in termini “carnali”, ma nel senso più spirituale ed onnicomprensivo del termine. Tra le sue varie caratteristiche, l’eros umano è coessenziale all’immaginazione, sia di chi manifesta le proprie pulsioni nelle forme che gli sono proprie, sia in colui che è amato e fruisce dell’attività immaginifica dell’amante. Questo perché eros è soprattutto di natura relazionale, ed è un tipo di esperienza di natura profondamente sociale. La suggestione erotica consente di creare legami tra gli amanti, gli amici, il leader e i suoi seguaci. In particolar modo, l’eros è l’essenza della comunicazione politica, e di quel legame che costringe le parti – il governante e il governato – a stare insieme.

Da quest’angolazione, il punto di incontro tra chi gestisce il potere e chi lo “subisce” non può che coincidere col consenso: il politico afferma le sue decisioni non tanto in base alla forza, ma assecondando e valorizzando i desideri dei cittadini. Pur con le loro distorsioni, governare in maniera convincente e persuasiva è ciò che sta alla base dei sistemi democratici avanzati.

Ma in che senso?

Nei paesi democraticamente evoluti le ricerche di mercato interpretano i gusti e la mentalità di un popolo, soprattutto per comprenderne i desideri nascosti. Le pubblicità sono cariche di messaggi erotici, spesso subliminali, e quotidianamente subiamo passivamente e inermi il grande spettacolo della manipolazione dell’opinione pubblica, che si manifesta attraverso l’induzione e l’adozione di stili di vita. Da Machiavelli a Bruno abbiamo un cambio di paradigma: il Principe machiavelliano è l’immagine di un infinito potenziale di vizi e virtù; in Bruno è centrale l’immagine del suddito, l’infinito desiderante.

Meccanismo di questo gioco sociale è appunto eros con le sue infinite variazioni, coinvolgendo sia la parte razionale che immaginifica dell’uomo. È l’immaginazione che rende seducente il trono del potere, non la forza. Il politico è uno sciamano che incanta e ipnotizza, che ammalia con il suo Ego abnorme e narcisistico, che inventa una storia spettacolare per sedare le coscienze, investendole continuamente di speranze ma solo con lo scopo di interdirle, producendo il corto circuito di un’illimitata attesa del domani. Senza ulteriormente esporsi, egli utilizza la migliore logica da marketing per individuare e dirigere i desideri dei cittadini.

In Bruno il filosofo Re di Platone veste i panni di un interprete della libido, e la sua dialettica crea uno spazio di dominio in cui non c’è posto per il regale condottiero di Machiavelli, o della variante gramsciana del partito-principe. Il mantenimento del potere è un’operazione “magica” perché attrattiva e seducente: come l’innamorato che si immola per il proprio oggetto del desiderio con gesti, parole, servigi e doni, così il politico-sciamano s’impadronisce della “preda” attraverso il consenso. Nella visione di Machiavelli il cittadino è un suddito compiacente, nell’ottica di Bruno è un amante da corteggiare e conquistare. Quest’operazione è chiamata da Bruno col termine “vincolare”, e i suoi procedimenti ricevono il generico nome di “vincoli”.

Il De vinculis in genere elenca, studia e interpreta ogni forma di rapporto possibile tra individui e gruppi di individui, un catalogo enciclopedico di affezioni e relazioni, al limite del parossismo e dell’ossessione maniacale. La politica smette di essere la scienza del potere e si trasfigura nell’esercizio alla manipolazione, l’arte del consenso. Questa straordinaria intuizione bruniana costituisce il prodromo culturale dei mass-media e dei loro sistemi impersonali, della censura, della manipolazione globale e di tutto ciò che esercita fascino e controllo sulle masse delle democrazie occidentali.

Il mago persuade i propri cittadini solo quando ha saputo conoscerli e stuzzicarli in ciò che amano di più. Il potere genera e si rigenera fino a prendere le fattezze dell’amato o dell’amante, perché ha come unico scopo la propria sopravvivenza, e il suo intensificarsi attraverso la soddisfazione erotica e spirituale.

Il consenso è oggi l’arma democratica che permette il reciproco godimento delle parti senza spargimento di sangue.

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