Il prima e il dopo – ‘L’amica geniale’ di Elena Ferrante

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“L’amica geniale”  è il primo volume dell’omonima quadrilogia firmata da Elena Ferrante, l’autrice misteriosa la cui partecipazione al Premio Strega dello scorso anno, tanto clamore ha suscitato.

L’opera nella sua interezza racconta l’amicizia fra Raffaella Cerullo ed Elena Ferrante, dall’infanzia nella Napoli degli anni ’50 ai giorni nostri. Il primo libro, cui faranno seguito “Storia del nuovo cognome”, “Storia di chi fugge e chi resta” e “Storia della bambina perduta”, si sofferma sull’infanzia e l’adolescenza delle due protagoniste, vissute in un rione derelitto della periferia di Napoli.

Lila (Raffaella) e Lenù (Elena) si conoscono da bambine, in cortile, mentre giocano con le loro bambole. Pur non scambiandosi una sola parola si attraggono inesorabilmente, forse già riconoscendosi come ugualmente estranee al contesto miserabile in cui vivono.

Le due bambine frequentano la stessa scuola: Lenù è la prima della classe, diligente, intelligente; Lila è una peste, ma si rivelerà essere un prodigio, un vero e proprio genio. Non ad entrambe sarà, però, concesso di continuare la scuola. Elena, grazie all’ostinazione della sua maestra delle elementari,  frequenterà le medie e poi il liceo classico, Lila, invece sarà costretta ad abbandonare gli studi per la propria difficile situazione familiare ed a lavorare nella bottega del padre calzolaio, insieme al fratello Rino. Ciononostante, avida di conoscenza, cercherà di tener dietro all’amica, imparando il greco ed il latino da sola e saccheggiando la biblioteca di quartiere, finché la violenza della vita del rione non la risucchierà.

L’amicizia fra le due ragazze si dipana fra sogni, chiacchierate in italiano (mentre nel rione si parla uno sguaiato dialetto), prove di coraggio, letture condivise, ammirazione ed invidia.  Lila e Lenù si rincorrono, si osservano… L’una cerca di tenere il passo dell’altra. Elena abbagliata dal carisma e dall’intelligenza di Lila, che la spronano a migliorarsi, ma che al contempo la fanno sentire un’eterna seconda. Lila invidiosa della maggiore fortuna dell’amica, ma insieme desiderosa che quella compagna speciale, tanto diversa dalla gente del quartiere, studi e si emancipi dalle proprie origini. Un rapporto, insomma, complesso, profondo, a tratti quasi ossessivo.

Oltre a Lila e Lenù, sulla scena del racconto si muove una folla di personaggi, gli abitanti del rione, che la Ferrante delinea a volte con tratti velocissimi, altre con precisione e perizia, restituendo ai lettori figure tridimensionali e ritratti psicologici nient’affatto scontati.

Raramente le cose sono come sembrano nel quartiere che fa da sfondo alle vicende delle due amiche, dove il “prima” ed il “dopo” si confondono creando una realtà di tensioni, violenza e non detti. Lila e Lenù vi si trovano immerse fin da bambine, ma ciò che è accaduto prima di loro (il fascismo, la guerra, la borsa nera…) è una realtà mitica di cui non sanno nulla. E così, ad esempio, l’usuraio del rione, Don Achille, a cui ha l’assoluto divieto di avvicinarsi e di cui tutti paiono avere un mortale timore, si trasforma nelle fantasie di bambina di Elena, in un orco cattivo dal corpo di uno strano materiale calamitico. Il mistero che, agli occhi delle due protagoniste, avvolge le questioni del rione, rende la parte del libro dedicata alla loro infanzia, la più interessante e riuscita.

“Storia delle scarpe”, quella che tratta, invece, della loro adolescenza, pecca di eccessiva prolissità.

L’autrice si perde fra le vicende d’amore dei ragazzi del quartiere, accumulandone anche di superflue. Gli avvenimenti si susseguono a decine, con l’aggravante di una scrittura piuttosto esangue, che, a tratti,  rende l’impressione di un semplice elenco di fatti.

La prosa-fiume della Ferrante, però, ha il pregio di far scorrere le pagine velocissime, evitando in extremis il rischio di annoiare il lettore. Il finale apertissimo con tanto di piccolo colpo di scena, poi, lo invoglia a passare subito al volume successivo.

Anche noi siamo stati vinti dalla curiosità di sapere come continuerà la storia di Lila ed Elena; torneremo dunque presto a parlarvi di loro, recensendo il secondo volume della quadrilogia, “Storia del nuovo cognome”.

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