In un mondo con due lune -“1Q84” di Murakami Haruki

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Tengo è un giovane  aspirante scrittore, a cui viene fatta una proposta  pericolosa: riscrivere come ghostwriter l’enigmatico romanzo di un’affascinante e misteriosa diciassettenne, “La crisalide d’aria”, con lo scopo di vincere il premio per esordienti di una prestigiosa rivista letteraria e creare un best seller. 

Aomame è un’ insegnate di fitness e difesa personale in un lussuoso circolo privato di Tokyo, che, su commissione di un’anziana signora benestante, uccide uomini che si sono macchiati di violenze sulle donne, con una speciale tecnica mortale che non lascia segni.

Due vite che corrono parallele nella metropoli giapponese e che, apparentemente, non hanno alcuna ragione di incontrarsi; ma nulla è come sembra in un mondo nel cui cielo splendono due lune…

Inizia così il viaggio di “1Q84”, la trilogia del popolare scrittore giapponese Haruki Murakami, edito in Italia in due volumi: uno contenente i primi due romanzi (“Aprile-Settembre”), l’altro il libro conclusivo della serie (“Ottobre-Dicembre”).

Come sempre Murakami regala al lettore un mondo onirico e surreale, carico di simboli ed enigmi. Questa volta i protagonisti si trovano catapultati in quella che sembra essere una realtà parallela, un 1984 alternativo, che Aomame ribattezza “1Q84” (dove la “Q” è quella della “Question mark”) abitato da creature fantastiche ed inquietanti e su cui si distende, minacciosa, l’ombra di una misteriosa setta religiosa.

La straordinarietà di “1Q84”, così come di molti altri romanzi di questo visionario scrittore nipponico, è il fatto che, nonostante il susseguirsi di eventi soprannaturali e situazioni surreali (che molto spesso non trovano spiegazione alcuna), dopo un po’ il lettore si convince dell’assoluta plausibilità di tutto quanto sta leggendo. E’ come vivere un sogno particolarmente vivido o, come fanno Tengo ed Aomame, entrare in un mondo sorretto da regole diverse, che, dopo poco, si impara ad accettare come naturali.

Il tutto è condito da una prosa estremamente lineare e precisa, con poche impennate di ritmo; uno stile, in un certo senso, anche ripetitivo nella scelta delle espressioni o in alcune particolarità (come quella di utilizzare sempre due aggettivi per descrivere qualcosa), ma che, lungi dall’annoiare il lettore per questo, lo ipnotizza, letteralmente, trascinandolo nella narrazione ed estraniandolo completamente dal mondo esterno.  

“1Q84” è una maestosa trilogia di oltre 1000 pagine, ricca di allegorie religiose, simbolismi, riferimenti letterari (in primis a “1984” di Orwell) e meta-letterari, in cui perdersi è semplice; una complessità interpretativa che, in un certo senso, è assolutamente funzionale al messaggio di fondo dell’autore: la realtà è intricata, ostile ed apparentemente priva di logica. L’unico modo per non smarrirsi e sopravvivere è l’amore.   

Perché in fondo fra spiriti, poteri soprannaturali, crisalidi d’aria e passaggi segreti ad altri mondi,  “1Q84” è, soprattutto, la storia di un amore che supera, puro ed indenne, gli anni ed il dolore. Un amore che è l’unica cosa davvero reale in un mondo dove brilla una luna fasulla.

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