Tullia-CiotolaÈ morta la giovane italiana rimasta gravemente ustionata nell’incendio dei giorni scorsi alla discoteca di Bucarest, lo ha detto il sottosegretario alla sanità romeno Raed Arafat, e la Farnesina lo ha confermato. Tullia Ciotola, 20 anni, originaria di Napoli, era a Bucarest per un corso del programma Erasmus. La studentessa è morta nel corso del trasporto a Rotterdam, dove doveva essere sottoposta ad ulteriori terapie specialistiche nella speranza di curarne le gravissime lesioni.

Intanto, ad otto giorni dal tragico rogo nella discoteca «Colectiv» di Bucarest, innescato dall’esplosione di fuochi d’artificio, è salito almeno a 38 il numero dei morti: nelle prime ore di sabato sono infatti decedute in ospedale sei persone che avevano subito gravi ustioni, due delle quali erano state trasferite in Olanda per cure specialistiche. Tra i 172 feriti accertati, 107 rimangono tuttora ricoverati, 48 dei quali in condizioni critiche.

La sciagura ha suscitato in Romania un’indignazione popolare di tale portata che ancora nessun partito o gruppo della società civile ha sottoposto al presidente Klaus Iohannis, come ammesso da lui stesso, alcun candidato per succedere all’ex primo ministro Viktor Ponta (sotto processo per evasione fiscale, riciclaggio, corruzione e altri reati), dimessosi tre giorni fa sotto la pressione delle proteste di piazza.

A fare le spese della strage è adesso Cristian Popescu Piedone, sindaco del Settore 4, quartiere nel centro della capitale romena dove si trova il club devastato, e anch’egli dimissionario. Popescu Piedone è stato arrestato perché dalle indagini è emerso che aveva accordato ai proprietari del locale la licenza di esercizio malgrado non avessero ottenuto le necessarie autorizzazioni da parte dei pompieri.

 

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