Per disposizione del Giudice dell’udienza preliminare – Dott.ssa Schiralli – presso il Tribunale di Trani, si terrà in data 04/02/2015 la prima udienza del procedimento penale a carico di sei manager ed analisti di Standard & Poor’s e altri due analisti di Fitch, due tra le più celebri agenzie internazionali di rating. L’accusa è di manipolazione del mercato. Secondo il P.M. titolare delle indagini, Dott. Ruggiero, i predetti hanno intenzionalmente provocato “una destabilizzazione del prestigio e dell’immagine e degli affidamenti creditizi dell’Italia sui mercati finanziari nazionali ed internazionali”, determinando un abbassamento drastico del valore dei titoli di Stato e un contestuale indebolimento dell’Euro. Questo sarebbe stato possibile attraverso due condotte separate e temporalmente distinte: l’agenzia S&P avrebbe, infatti, tra il Maggio 2011 e il Gennaio 2012, diffuso quattro report recanti informazioni tendenziose e distorte sull’affidabilità creditizia italiana e sulle iniziative governative di rilancio economico nazionale (giudicate scarse e meritevoli di un declassamento da A a BBB+); Fitch avrebbe, invece, tra il 10 e il 18 Gennaio 2012, diffuso preventivamente l’annuncio di un imminente declassamento dell’Italia, che non sarebbe avvenuto prima del 27 Gennaio 2012, eccitando oltremodo la schizofrenia dei mercati e finendo per far salire vertiginosamente lo spread. Come tutti ricorderanno, queste operazioni scellerate ebbero riflessi nefasti che ancora pesano sull’intero sistema paese. Proprio in quei mesi, infatti, il governo Berlusconi fu costretto alle dimissioni dalle incandescenze dei mercati e per le pressioni provenienti dai maggiori Pesi dell’UE (quanto questo avvenimento sia stato sicuramente un bene, è incontestabile si sia trattato politicamente di un delitto in piena regola) e successivamente venne cooptato l’egregio Professor Mario Monti a presiedere il famoso “Governo dei tecnici”, cui entrambe le maggiori forze politiche si mostrarono prone e accondiscendenti. Anzi, nessuno dei politici ebbe da protestare per smascherare queste intuibili dinamiche occulte o denunciare i responsabili della (quasi avvenuta) rovina di uno Stato. Hanno dovuto farlo prima i giornalisti e ora la magistratura, con quest’ultima chiamata ad accertare che vi sia un nesso tra l’operato di queste agenzie e gli eventi succedutisi in Italia a partire da quegli anni. Ma la vera problematica, tuttavia, è capire come arginare lo strapotere di queste agenzie private che, controllate dalle stesse società o banche che sono chiamate a valutare (ad esempio, il Capital World Investitor, una delle maggiori società mondiali di gestione del risparmio è il primo azionista di S&P col 10,6% di capitale detenuto), sono capaci di orientare gli investimenti finanziari e di veicolare le politiche finanziarie di banche, società, Stati. In questo è venuta meno ancora una volta la politica, la quale non ha saputo opporsi ai criteri valutativi delle agenzie né denunciare la loro scarsa affidabilità e pericolosa parzialità, finendo per rimanere travolta dallo straripante impatto economico-finanziario di tali agenzie e cadere vittima della sua stessa inettitudine. E di conseguenza, a pagarne le spese è stata l’Italia, che ha finito per essere depredata della propria sovranità economica e finanziaria, ritrovandosi sull’orlo di un baratro chiamato “Default”. In questo roboante vuoto politico la magistratura è dovuta nuovamente intervenire per porre rimedio alle manchevolezze politico-legislative di chi ci governa e dimostra ancora una volta l’incapacità di risolvere problematiche che affliggono i cittadini. Quasi come se fosse compito dei magistrati intervenire lì dove la politica lascia solo macerie o risolvere al suo posto i problemi più intricati (cosa che negli ultimi cinque anni è già successa in tema di fecondazione assistita, finevita, legge elettorale ecc. ecc.) esonerandola dall’adozione di scelte impopolari e dalla responsabilità politica assunta nei confronti del Paese al momento delle elezioni. Viene da chiedersi cosa stiano facendo ora i nostri politici ora che i fatti sono al vaglio della magistratura: nulla, ma lo stanno facendo magnificamente.

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