InterUna lenta e progressiva discesa ha caratterizzato gli ultimi anni della Milano nerazzurra: le brillanti annate indimenticabili (per info, rivolgersi a un certo Mourinho) sono state, infatti,  spazzate via dal buio pesto che ha tanto scosso l’orgoglio dei tifosi interisti sparsi in tutta Italia. L’ottavo posto della stagione da poco terminata, poi, è stato la ciliegina sulla torta della mediocrità farcita da Mazzarri, prima, e decorata poi  da Mancini. Il tortuoso passaggio di consegne dalla presidenza Moratti (18 anni al comando) a quella del magnate indonesiano Erick Thohir (“E.T.” per i più intimi), infine, non ha giovato sulle sorti imminenti del club di Corso Vittorio Emanuele: era necessaria una riprogrammazione generale, una vera e propria rifondazione, per poter tornare a fare la voce grossa nel panorama calcistico italiano. E, dopo lunghe attese, quel momento sembra essere arrivato. 

Da qualche settimana a questa parte, infatti, sulle prime pagine dei giornali sportivi non si fa altro che leggere dell’Inter protagonista della finestra estiva di calciomercato. È uno che mantiene le promesse, Erick Thohir: “Vogliamo creare una rosa competitiva insieme al nostro allenatore, sarà una bella estate!”, ha dichiarato a più riprese il presidente. Detto, fatto. Nel giro di pochi giorni la difesa nerazzurra, un autentico colabrodo negli ultimi tempi, è stata così sistemata: dal Barcellona è stato prelevato, con la formula del prestito con diritto di riscatto, il laterale destro Montoya, chiuso in blaugrana dall’insostituibile Dani Alves; sempre dalla Spagna è arrivato l’ex colchonero Miranda, difensore brasiliano tecnico ed esperto con il carisma del leader e il vizietto del gol, che insieme al centrale della Colombia già annunciato nel gennaio scorso, Jeison Murillo, andrà a formare un reparto di tutto rispetto. La perla del mercato condotto a vele spiegate da Piero Ausilio è, però, certamente un’altra, l’operazione che ha fatto letteralmente saltare dall’entusiasmo i supporter nerazzurri: Geoffrey Kondogbia, uno dei centrocampisti più talentuosi del panorama mondiale, corteggiato da mezza Europa, ha scelto l’Inter come primo step verso una carriera piena di successi. Primo tra tutti, lo scudetto, come il ragazzo stesso ha annunciato nel corso della sua scoppiettante presentazione tenuta in pieno centro a Milano, nel pomeriggio del 22 giugno scorso. Maglia numero 7, stipendio da 4 mln di euro annui, bonifico di 35 mln più 5 di bonus effettuato da E.T. verso le casse monegasche, e “Adieu, Monaco”.

In mezzo al trambusto di trepidante felicità che attraversa gli animi dei seguaci del Biscione, sono passate inosservate le operazioni in uscita di Kuzmanovic, approdato al Basilea per 2 mln; quella di Khrin al Granada nell’operazione Murillo; il trasferimento di Obi nella Torino granata (con un paio di milioni, Cairo si è convinto) e il saluto a cuor leggero dato a Podolski, finito al Galatasaray per cercare la gloria perduta nel suo fiacco declino. Per tutta risposta, la dirigenza turca sta per ricambiare il favore alla Beneamata, favorendo il ritorno in Italia di Felipe Melo, un innesto di sicuro che non passerà in secondo piano nelle gerarchie nerazzurre. Le ultime notizie da Milano danno per partente anche Davide Santon, tanto voluto a gennaio da Roberto Mancini. Le cause della rottura? Un duro litigio dal sapore del divorzio, proprio con il tecnico di Jesi durante il ritiro di Riscone.

In Alto Adige il lavoro procede secondo i programmi in un clima di grande fiducia, i nuovi giocatori si stanno via via integrando grazie ai veterani del gruppo, e tra uno schema e l’altro c’è spazio per i colpi di genio dei singoli. La squadra c’è, è ben attrezzata, e può arrivare molto in alto. Intanto, mentre Hernanes dichiara di non essersi sentito mai così forte come in questo  periodo, e nei giorni in cui Mancini sta provando a cucire, con la cura dei dettagli, il ruolo di playmaker sul corpo di Kovacic, i tifosi interisti aspettano con ansia il doppio colpo che permetterebbe all’Inter di spodestare la Juventus dal titolo di regina del calciomercato: a Milano tutti aspettano Jovetic e Perisic. L’arrivo dell’attaccante ex viola, sfortunato nella sua esperienza al Man City, e del poliedrico centrocampista croato del Wolfsburg, potrebbe cambiare le sorti di un campionato, quello italiano, diventato una sorte di continua celebrazione della Vecchia Signora. Si saprà tutto nelle prossime ore.

Il futuro dell’Internazionale Football Club passa di qui, nelle lunghe notti stellate del calciomercato estivo, dove per sognare non bisogna dormire, ma essere svegli e lucidi per portare a termine le trattative giuste e ridare ai tifosi ciò che meritano: la Gloria.

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