Intervista a Marco Sarracino

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Venerdì 26 Febbraio si è tenuta alla Stazione Marittima di Napoli “Adesso, insieme [Da Sinistra]”, una conferenza in cui si è discusso delle problematiche di Napoli e del PD campano e si è proposto un cambiamento dietro la candidatura alle primarie di Marco Sarracino. Dopo l’evento noi di Social abbiamo chiesto a Sarracino di poterlo intervistare e lui ha gentilmente accettato.

Prima di tutto, parlaci un po’ di te. Chi è Marco Sarracino e come ha avuto inizio la sua carriera politica?

“Marco Sarracino è un compagno dei Giovani Democratici di Afragola, è cresciuto con tanti ragazzi di cui alcuni hanno poi abbandonato la politica, ma lui non ha mai smesso di credere nella politica e nella Sinistra.

Ti sei candidato a 26 anni. Come rispondi a chi dice che sei troppo giovane?

“Per me a 26 anni è normale fare politica e impegnarmi all’interno di un partito come il PD. Non ci vedo niente di male, anzi. Trovateli altri partiti che ti danno la possibilità dopo 4 anni e mezzo dal tesseramento di candidarti a sindaco della terza città di Italia.”

Questo evento riguardava il futuro di Napoli. Qual è il futuro che prevedi per Napoli e quali gli ostacoli da superare affinché questo futuro avvenga?

Innanzitutto vedo un futuro per Napoli, che è il vero tema della discussione. Noi viviamo in una città che è stata bloccata ed è senza futuro. Il futuro di Napoli è il suo presente, passa attraverso la partecipazione dei tanti ragazzi e dei tanti giovani che questa città la stanno lentamente abbandonando in silenzio. Io sono uno di quelli che sono tornati. Ho avuto la possibilità di fare un’esperienza all’estero per studio, sono tornato e un minuto dopo essere tornato ho preso la tessera del PD. Perchè penso sia normale impegnarsi e, come ho già detto, il futuro di Napoli passa attraverso suo presente.”

Quali cambiamenti pensi siano più necessari per la città?

“Sbloccare la città. Sbloccare il porto. Significa portare 20 mila posti di lavoro all’anno. Sbloccare la vicenda  Bagnoli. Significa sbloccare uno dei poli attrattivi più grandi in Europa. Sbloccare Napoli Est. Sbloccando tutte queste questioni tu trasformi Napoli in qualcosa che non è mai stato, cioè nella città dell’opportunità”.

Questo è un termine che usi spesso. Oltre a dire che il PD di Napoli e Napoli stessa sono bloccati, hai anche criticato a De Magistris di aver trasformato Napoli in ciò che non era. A cosa ti riferivi precisamente?

A quello che ho già detto prima. Il sindaco usa le vicende di questa città solo per una battaglia politica. Isola Napoli invece di chiedere la presenza del governo in Campania  tutti i giorni. Invece lui sembra essere diventato sindaco solo per poi portare la sua carriera politica a livello nazionale, autocandidandosi a leader del cambiamento, ma questa cosa non sta funzionando e non la faremo funzionare il giorno delle elezioni.

Come ti contrapponi alle politiche di De Magistris?

Facendo le cose. Punto. Lui non ha fatto niente. I lavori a Via Marina, forse, ma sono iniziati ora e sono frutto del lavoro di tutto il Consiglio. Napoli può ospitare grandi eventi, ma Napoli non può essere solo grandi eventi, deve essere soprattutto normalità.

Durante il tuo intervento all’Assemblea Nazionale del PD hai detto che la tua è “una proposta di cambiamento che si rifà allo spirito della prima Leopolda e a Berlinguer.” Potresti spiegare questa tua affermazione e delineare più in dettaglio il tuo piano politico?

Io ho partecipato alla prima Leopolda perché pensavo rompesse gli schemi all’interno del PD e anche all’interno dei poteri forti di questo paese. È uno di quei modi con cui sto perseguendo questa campagna politica. Rompere soltanto però non serve a niente, bisogna anche dare dei valori e questi valori sono quelli della Sinistra storica di cui, appunto, uno dei maggiori leader è stato Enrico Berlinguer.

Sempre riguardo al tuo intervento, cito: “Troppo spesso il paese è anni-luce avanti a gran parte del proprio gruppo dirigente. Un ceto politico che troppe volte è stato freno alle battaglie di civiltà e di progresso a cui l’Italia era chiamata. Mi sarei aspettato maggiore forza e maggiore convinzione da parte del mio segretario nazionale nei confronti di quelli che combattono una battaglia di tatticismo sulla pelle dei diritti delle persone.” Come commenti oggi l’esito che hanno avuto le unioni civili?

Mi è dispiaciuto che abbiamo dovuto ricorrere a Verdini e Alfano per votare le unioni civili. Avremmo potuto fare una legge migliore, al livello degli standard di civiltà europei. Dopodiché penso che il prossimo governo potrebbe fare una legge sui matrimoni.

Dopo le accuse di Saviano, pensi di essere la persona giusta per farlo ricredere sul PD di Napoli?

Non lo so se sono la persona giusta. Lui fa delle analisi bellissime, ma non ho capito quali soluzioni propone per i problemi di questa città. Noi ci stiamo impegnando e ci stiamo mettendo la faccia. Lui ci sta mettendo la faccia però ha smesso di impegnarsi. Se tornasse ad impegnarsi sarebbe utile.

Che messaggio vuoi lasciare ai napoletani e al popolo di Social?

Ai napoletani di votare alleprimarie del PD per una proposta di rottura nel centro-sinistra, perché Napoli è una città che è da sempre di sinistra e ha bisogno di questo cambiamento. Ai compagni di Social di continuare a far bene il proprio lavoro perché sono una speranza e una punta di libertà e nel contesto afragolese non è semplice.

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