“L’Italia in Iraq nella lotta all’Isis c’è sempre stata”, ha spiegato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, in seguito alla denuncia del Corriere Della Sera sugli eventuali bombardamenti di raid aerei italiani nel territorio iracheno. Si fa riferimento ad una coalizione risalente a più di un anno fa e che ha visto l’Italia rifornire armi ai Peshmerga curdi (coloro che combattono fino alla morte contro i terroristi dello Stato Islamico), dare aiuti e inviare uomini per l’addestramento militare. 
Prima che ci sia un effettivo intervento dei nostri cacciabombardieri è necessario che la decisone venga presa dal Parlamento. Così la pensano il Ministro dell’Interno  Angelino Alfano e il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che parlano di ipotesi e di prese di posizione che dovranno essere discusse dalle due Camere.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato che il terrorismo va combattuto attraverso la collaborazione dei vari Paesi: “le iniziative unilaterali non riescono a risolvere ed affrontare adeguatamente il problema. Il terrorismo fondamentalista è forse la principale frontiera che avremo di fronte nei prossimi anni. Occorre una risposta con la forza e una risposta culturale per sconfiggere la predicazione di odio che, attraverso internet, viene diffusa dal terrorismo fondamentalista. Ripeto: è necessaria la collaborazione di tutti. Occorre una collaborazione internazionale, con strategie e azioni comuni. Questo è possibile e indispensabile, perché il pericolo è molto grande”. 
Mattarella ha ragione, il pericolo è grande e la dimostrazione si è avuta a Kunduz, il 3 ottobre alle ore 02:10, quando l’ospedale di Medici Senza Frontiere è stato bombardato.
“I pazienti che non potevano scappare – ha raccontato Heman Nagaratnam, responsabile dei programmi di MSF nell’Afghanistan del nord – sono morti bruciati nei loro letti”
12 operatori di Medici Senza Frontiere e almeno 7 pazienti, tra cui 3 bambini, sono stati uccisi. Proprio i medici dichiarano: “Questo attacco è ripugnante ed è una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario. Chiediamo alle forze della Coalizione completa trasparenza. Non possiamo accettare che questa terribile perdita di vite umane venga liquidata semplicemente come un effetto collaterale”.
La guerra combattuta con altra guerra, con armi e violenza, genera sangue e toglie la vita a vittime innocenti che fanno parte di un sistema meschino più grande di loro. 
La nostra bellissima Costituzione recita all’art. 11:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” 
Se mai si avvierà un dibattito in aula sui bombardamenti da parte dei nostri raid aerei, forse deputati e senatori, presidenti e ministri, dovrebbero avere il testo costituzionale alla mano. L’Italia ripudia la guerra, eppure la combatte ogni giorno.

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