candidati regionali 2010 de lucaPalazzo Santa Lucia non riesce a trovare pace: dopo la discussione pre-elettorale sugli impresentabili e l’elezione di Vincenzo De Luca, pur se minacciato dalla sospensione della Severino, si abbatte un nuovo caso giudiziario sul neo-governatore della Campania.

E sarebbe un caso strettamente correlato ai precedenti: a quanto pare, infatti, nelle mani della Procura di Roma vi sarebbe un’intercettazione a carico di Guglielmo Manna, medico ospedaliero e marito del magistrato che ha disposto la sospensione della sospensione dalla carica per De Luca; nella conversazione registrata sarebbe presente la proposta esplicita a Nello Mastursi, capo-segreteria del governatore, di un favore relativo proprio alla situazione giudiziaria di quest’ultimo, in cambio di un piccolo aiutino in ambito lavorativo. I fatti (questi già conosciuti) indicano che effettivamente De Luca ha ricevuto la sospensione, ma è chiaramente impossibile, allo stato attuale, stabilire se il favore promesso fosse esattamente contenuto in quella decisione, se la proposta abbia avuto un seguito e se lo stesso De Luca fosse a conoscenza dell’offerta. Fatto sta, tuttavia, che l’ex sindaco di Salerno è finito sotto indagine per corruzione con lo stesso Mastursi, dimessosi sabato scorso dagli incarichi in segreteria ed oggi (sembrerebbe) anche da quelli di partito (era infatti il responsabile dell’organizzazione del PD campano).

Difficile stabilire con certezza, inoltre, se quella su De Luca sia una delle più grandi persecuzioni giudiziarie dell’epoca moderna o l’eterno tentativo di mettere in riga un personaggio che difficilmente riesce a rientrare nei ranghi delle regole valide per tutti i comuni cittadini; oggi il Presidente della Giunta Regionale campana è tornato ad attaccare i giornalisti, dichiarando che ha fornito loro lavoro almeno quanto Rupert Murdoch (in queste uscite, per la verità, è De Luca ad imitare Crozza, più che viceversa).

Imbarazzo nel PD della Campania e in quello Nazionale di Sant’Andrea delle Fratte, che nemmeno due settimane fa ha defenestrato Ignazio Marino dal Campidoglio per una vicenda (riguardante scontrini e rimborsi) che nel confronto con l’ipotesi di corruzione di magistrati sembra un reatucolo bagattellare. Che fare? Una nuova crisi politica potrebbe essere fatale in vista delle elezioni amministrative della prossima tornata, anche se (almeno nelle reazioni ufficiali) è lo stesso ministro della Giustizia Orlando a chiedere chiarezza sulla faccenda.

Resta un dato, piuttosto degradante per il nostro sistema culturale e valoriale: lo stesso fatto che la corruzione di un giudice in cambio di un posto presso un’azienda sanitaria appaia tutt’altro che inverosimile ci dà la cifra chiara e tonda della rete clientelare che ci avviluppa, chiudendo ogni potenziale reazione ed indignazione con l’eduardiano “è cos’e nient” che costringe all’apatica inattività tipica delle nostre parti. De Luca potrà essere o meno colpevole, ciò non toglie che è il tessuto culturale campano ad essere già ampiamente compromesso.

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