Gli occhi di Pablo Amaringo non vedono come tutti gli altri, guardano oltre, guardano all’essenza delle cose. Le esperienze psichedeliche da ayahuasca lo hanno reso un meraviglioso artista sciamano. Nato a Puerto Libertad nel 1938, si trasferisce, insieme ai genitori a Pucallpa nel Perù centro – orientale, nel 1949. Dall’adolescenza soffre di problemi di cuore, che cura grazie all’ayahuasca sotto consiglio di una curandera. Per nove anni, ogni giorno, assume la sostanza allucinogena, traendone notevoli benefici. Non solo si riduce l’intensità della sua patologia cardiaca, ma si espande la sua coscienza arrivando a mondi di cui ignorava l’esistenza. La natura gli regala visioni che rimangono intrappolate nel suo spirito e che vengono fuori nell’arte psichedelica come diretta emanazione della sua bellissima mente. Paesaggi incantati, dove silenziose presenze silvestri e sciamaniche colorano l’intorno, il canto delle piante e il salutare rispetto per il potere della natura, potere curativo ed espansivo, diviene protagonista, celato dietro caleidoscopiche pennellate, fiamme dai colori sgargianti, tipici delle esperienze lisergiche. L’immaginazione creativa della natura, la sua intelligenza, si legge nelle piante, curandere esse stesse. Quando tagliamo foreste, bruciamo alberi, distruggiamo la natura, dimentichiamo di essere parte integrante del Tutto, dimentichiamo che stiamo firmando la nostra condanna a morte, o peggio, all’estinzione. La natura merita d’essere amata per tutto ciò che ci dona e per l’equilibrata condivisione che insegna a noi, incapaci d’apprendere che “non è l’uomo che ha tessuto la ragnatela della vita; lui ne è solo figlio. ciò che fa alla ragnatela lo fa a se stesso. “

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