isisCosa un uomo può fare se ha paura? Che ne sarà della moderazione e della civiltà di un uomo davanti al terrore? Chi sfrutta la paura, ai tempi moderni, per fini propri?

Domande di ordine filosofico che sempre con più veemenza si presentano in pagine di attualità e che esigono risposta.

Ennesimo atto della storia è stato la maggioranza del 30% che il Fronte Nazionale di Marine Le Pen ha ottenuto alle elezioni regionali francesi, aggiudicandosi la presidenza di 6 su 27 regioni. Il tutto, dopo gli attentati dello scorso novembre, ribalta il quadro politico francese: la maggioranza di Hollande è sempre più in crisi nera e si acuisce la divergenza radicale di visione tra gli elettori francesi. La spaccatura è destinata, però, ad estendersi negli altri paesi europei, Italia compresa, dove secondo proiezioni, la Lega Nord si attesta come terzo partito italiano. Qui non si parla semplicemente della coesistenza di più partiti, bensí di una linea conservatrice ed estrema che nelle proprie intenzioni ha la fine di ogni linea moderata già esistente. Non saper leggere i segnali che da anni saltano agli occhi degli Europei, crea solo un vuoto di opinione che può essere riempito da chiunque. E per “chiunque” s’intende veramente qualsiasi persona. Matteo Salvini, ad esempio, affine alla TV da quando già in giovane età partecipa a quiz televisivi, ha deciso di far propaganda al proprio pensiero tramite TV e social network. O anche la menzionata Marine Le Pen. O ancora Donald Trump, personaggio incarnante i valori dello “Zio d’America”, candidato alle prossime presidenziali, che recentemente ha dichiarato di voler espellere gli islamici dagli Stati Uniti, se eletto. Sembra, quindi, di essere tornati ad una civiltà occidentale di stampo totalitaria, già solo nei termini: “espulsioni”, “controlli”, “severità”, “intolleranza”. Le cause delle ascese di questi partiti sono concatenate tra di loro. Intolleranza etnica, utilizzo massiccio dei mezzi di comunicazione, fallimento della via politica moderata, momenti di terrorismo e di paura sono tutte leve che spingono la popolazione occidentale, stremata da crisi economiche e culturali, a concedere la loro fiducia in progetti a volte utopici a volte aberranti. Almeno nel caso italiano, i cittadini pagano anche il prezzo alto della cecità della magistratura a suo tempo. Denigrazioni razziali, denigrazioni della democrazia, atti di vandalismo, detenzione di armi sono solo una parte dei reati lasciati impuniti che hanno reso ai partiti di estrema destra la fama di combattenti. Oltre le responsabilità altrui, il futuro della democrazia e dei valori in cui l’Europa ha sempre creduto, rimane nelle mani dei cittadini. L’unico invito da fare, senza sfociare in retorica o propaganda, è quello di appellarsi alla memoria prima di andare alle urne. Memoria che ci ricorda cosa l’intolleranza e la durezza hanno provocato nel vecchio continente.

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