Maggio MidtjyllandUn allenamento, o poco più. Non ce ne vogliano i generosi calciatori del Midtjylland, ma questo Napoli è francamente sprecato a giocare contro così tanta mediocrità. Mister Sarri, l’artefice della miracolosa rinascita azzurra, iniziata con la cinquina contro il Bruges, non la pensa così, e nel post partita lancia uno sfogo contro chi sminuisce il lavoro della sua squadra: “Quando vinciamo, gli avversari, guarda caso sono sempre mediocri”, è un modo per rivendicare e tributare i giusti meriti ai suoi uomini, impegnati in un tour de force da far accapponare la pelle. Con la vittoria di ieri sera, gli azzurri staccano anzitempo il pass per la fase ad eliminazione diretta di Europa League, traguardo raggiunto non senza aver prima stabilito un record che fa sbiancare anche un luminare del calcio come Pep Guardiola. Sarà anche che la competizione è diversa, ma le misure del campo da gioco, la pressione del pallone e il numero di avversari sono gli stessi. Il Napoli, infatti, ha segnato 16 gol nelle quattro partite giocate in questa Europa League, subendone solo uno. Il Bayern, di gol ne ha fatti 13, con 3 al passivo. Ciao ciao Bayern anzi a presto! Fa sorridere, invece, un altro dato che esce allo scoperto all’indomani degli impegni europei: meglio del Napoli, in fase difensiva, ha fatto solo il Real Madrid di Benitez. Già, quel gran “difensivista” del tecnico spagnolo, che in 4 partite non ha incassato neanche una rete e comanda il proprio girone di Champions davanti al Psg (un gol subito come il Napoli). 

Corsi e ricorsi storici, come quelli che chiudono il primo ciclo memorabile di trionfi Sarriani, immortalati dalla certezza arrivata in anticipo di continuare a cavalcare verso il St. Jakob-Park di Basilea, l’impianto che ospiterà la finale di EL il prossimo 18 maggio. Il Napoli, quindi, “chiude” da dove aveva aperto, dalle cinque reti arrivate passeggiando sul terreno di gioco (tornato ottimo) del San Paolo. Ieri, però, a parte il risultato finale, altre notizie hanno allietato la serata di Fuorigrotta: fatta eccezione per la sentenza europea Gabbiadini (doppio) e Callejon, quasi due dazi fissi per i nemici, si sono iscritti alla lista dei marcatori due nuovi “vecchi” volti. Ad aprire le danze napoletane ci ha pensato, infatti, Omar El Kaddouri, il trequartista ex granata giunto allo stadio intermedio della metamorfosi che lo porterà a diventare, per forza di cose, un esterno dell’attacco a 3 disegnato dal pittore toscano. Emulando il suo collega spagnolo che lo precede nelle gerarchie, il marocchino penetra nel burro della difesa danese e va a depositare la sua prima gioia stagionale al 13′. Segue la doppietta del solito Manolo Gabbiadini, diventato di diritto l’incubo del malcapitato Andersen. A inizio ripresa arriva il sorriso più bello, quello di Christian Maggio, fino a ieri sera costantemente scuro in volto a causa dell’eterna panchina obbligata dall’esplosione di Hysaj: proprio come era solito fare una volta, durante i suoi fasti Mazzarriani, il numero 11 sgasa sulla fascia destra e piazza la zampata vincente che trova impreparata la difesa avversaria. Difesa che gioca a “un, due, tre, stella!” nell’occasione del colpo di testa di Callejon al 77′ sugli sviluppi del corner calciato dal buon Valdifiori (prova convincente per l’allievo di Sarri, sintomo di crescita mentale e fisica). Buona anche la gara di Strinic, alla prima da titolare, che con la sua esperienza, unita alla scoperta degli schemi del nuovo allenatore, può dare una grossa mano a Ghoulam nel corso della stagione. Nove gol tra Danimarca e Napoli, e il Midtjylland è facilmente domato.

Con la qualificazione ottenuta in anticipo di un mese, in attesa di conoscere anche il nome delle squadre che “cadranno” dalla più alta Champions League, il Napoli può ora concentrarsi seriamente sul campionato, provando già da domenica a riprendere il ciclo rallentato dal pareggio di Genova. Con i titolari, certo, ma anche con il prezioso aiuto di chi guarda il campo dalla panchina con lo sguardo grigio, che però diventa rosso di passione non appena vede il suo numero sulla lavagnetta luminosa che sancisce l’entrata in azione. Lo scudetto sarà pure una bestemmia, ma tale è anche non ammettere le potenzialità di questa squadra che oltre i confini nazionali è diventata un colossale esportatore di bel calcio: quello plasmato da mister Sarri è un Napoli piuccheperfetto.

Rispondi