L’orrore di questi giorni, che ci ha privato di gran parte del Parco Nazionale del Vesuvio, mi fa pensare a quanti – letterati, poeti, artisti, registi e musicisti – hanno voluto, nel corso dei vari secoli, celebrare il vulcano nelle loro opere, perché catturati nell’animo dal suo folgorante fascino.
In particolare, penso al Vesuvio raccontato attraverso le note e mi vengono in mente quattro canzoni napoletane.

  • Funiculì Funiculà

La famosissima canzone, tra le più belle del repertorio napoletano, è stata composta nel 1880 da Peppino Turco e Luigi Denza. Il brano fu creato per pubblicizzare la prima funicolare del Vesuvio del 1879, costruita per raggiungere la cima del vulcano in maniera agevole e col vantaggio di godere, durante il tragitto, dello splendido panorama. Infatti pare che appena dopo l’inaugurazione, il nuovo mezzo non venisse molto utilizzato, in quanto i visitatori continuavano a salire sulla cima della montagna servendosi di muli o portantini, così come da tradizione.
La canzone fu anche cantata durante la festa di Piedigrotta e in pochissimo tempo diventò nota in tutto il mondo.

Né, jamme da la terra a la montagna!
Nu passo nc’è! Nu passo nc’è!
Se vede Francia, Proceta e la Spagna…
Io veco a te! Io veco a te!

Ecco la celebre versione di Mario Lanza.

  • ‘O Vesuvio (‘O gigante da muntagna) – Sergio Bruni

Cantata da Sergio Bruni e scritta da Domenico Modugno e Roberto Gigli, partecipò al Festival di Sanremo del 1967, classificandosi al secondo posto.
Questo brano è una straordinaria e commovente dedica al Vesuvio, chiamata dai napoletani “a muntagna”.

È ‘o gigante da muntagna
ma comme se lagna
ma comme se lagna
ma comme se lagna

Teneva ‘o fuoco dint’ ‘e vene
e mo vive appena
e mo vive appena
e mo vive appena

  • Vesuvio – E Zézi

Canzone bellissima degli E Zèzi: un discorso fatto direttamente al Vesuvio e che pone l’accento sul rapporto tra gli abitanti e il vulcano, rapporto fatto di rispetto, amore e paura (“sei un monte, ma ‘monte’ è una bestemmia”: già dai versi iniziali si evince l’immagine di potenza e grandezza).
Il brano fa parte anche della colonna sonora della serie televisiva “I Soprano”.

Si mont’, o si, ma mont’ è ‘na jastemma 
Si ‘a morte si ‘na mort’ ca’ po’ tremm’ 
Muntagna fatta ‘e lava e ciente len'(gue)
tu tiene ‘mmano a te sta vita mia
So’ pizzi e case o so’ pizzi e galera?
addò staje chiuso da matina a’ sera

  • Quanno ‘o Vesuvio – Enzo Avitabile

Anche Enzo Avitabile ha dedicato versi musicali al Vesuvio. Nella fattispecie, in questa canzone del 2007, il cantante di Marianella, fa una rivisitazione in napoletano di una lettera in cui Plinio il Giovane narra all’amico Tacito la morte dello zio Plinio il Vecchio che, al momento dell’eruzione del 79 d.C., era a Miseno.
I versi di Plinio raccontano la morte attraverso gli occhi di chi, terrorizzato, vede la lava scendere impietosa.

Nuvola janca,nuvola sporca
nuvola ‘e terre ca nun buss ‘a porta
nuvola ‘e prete, nuvola ‘e fuoco
nuvola ‘e cenere, nuvola storta

Plinio il Giovane, con la sua lettera a Tacito, ha lasciato una toccante testimonianza importantissima. Enzo Avitabile, dal canto suo, ha preso quella testimonianza e l’ha resa un capolavoro musicale.

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