La storia della bella donzella che dopo una vita di affanni calzò la scarpetta prestigiosa e sposò il principe azzurro è nota a tutti, grazie alla pellicola della Walt Disney. La fiaba di Cenerentola è la più famosa al mondo, ma forse non tutti sanno che la prima versione scritta in Italia è stata quella di Giovan Battista Basile.

Basile, uomo di corte e militare, occupò una posizione salda all’interno della cultura nobiliare napoletana nel periodo Barocco. La maggior parte dei suoi scritti sono in volgare e, non a caso, egli è ubicato, insieme a Giulio Cesare Cortese tra i massimi esponenti che abbracciarono la letteratura dialettale. L’opera in cui ritroviamo la storia della fanciulla sfortunata è ”Lo cunti de li cunti”, una raccolta di fiabe distribuite in cinque giornate; successivamente il titolo dell’opera fu modellato prendendo come esempio il ”Decameron” di Boccaccio, in modo da riconoscere essa anche come Pentamerone: cinquanta fiabe, la cui struttura è allo stesso tempo bizzarra e sorprendente poichè un racconto più ampio racchiude in sè tutti gli altri. La gatta Cenerentola è collocata nella prima giornata e racconta la storia di un principe vedovo che aveva una figlia di nome Zezolla. La ragazza era seguita da una maestra che le insegnava a ricamare. Zezolla nutriva molto affetto per la donna al punto da raccontarle i continui maltrattamenti che subiva dalla matrigna. La maestra allora le consigliò di ucciderla con un inganno e di convincere suo padre a sposare lei. La giovane ragazza così fece, la donna cattiva morì e la maestra convolò a nozze con il principe. Inizialmente la nuova matrigna fu molto affettuosa con la sua ex allieva, ma un bel giorno portò a casa le sue sei figlie (di cui nessuno conosceva l’esistenza). Da quel momento tutto cambiò, il principe imparò ad amarle così profondamente che le sei figliastre presero il posto della vera figlia. La povera Zezolla si ritrovò nuovamente amareggiata e decise di isolarsi accanto al camino con i gatti (da qui il nome di gatta Cenerentola). La fiaba di Basile, da questo evento in poi, assume un tocco magico, la realtà si mescola con l’immaginario, il mondo popolare si contrappone all’esagerato con l’intento di lasciare il lettore sfacciatamente meravigliato dal bellissimo lieto fine.

La gatta Cenerentola fu rappresentata anche a teatro; una rappresentazione di tre atti, scritta e musicata da Roberto De Simone nel 1976. De Simone non seguì alla lettera la storia di Basile, anzi, aggiunse alcuni personaggi come i famosi ”femmenielli”, sostituì la figura della fata con il munaciello e abolì la figura della maestra. Diede, quindi, una nuova interpretazione all’opera e di conseguenza alla protagonista.

È importante sapere che ”Lo cunto de li cunti” non è semplicemente una raccolta di fiabe concepita per i bambini, ma anche per esperti letterati e fu destinata alla lettura dei membri dell’Accademia degli Oziosi a Napoli.

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