Renzi 1024x687 2y0k1b61jkevfkliz790xsLa luna di miele tra il premier e l’elettorato va terminando, consegnando a Renzi un bel carico di grattacapi che rischiano di esplodere di qui a qualche mese. Gli ultimi sondaggi chiariscono gli umori popolari quanto e più di ogni supposizione (pur tenendo presente che, come tutte le consultazioni demoscopiche, vanno presi cum grano salis): il PD è lontano ormai 8 punti dai 41 delle Europee 2014; mentre le forze anti-sistema vengono date ad un complessivo 40% (Lega al 16,5% e Movimento 5 Stelle al 24%). Secondo l’Ansa, il 73% degli italiani avrebbe votato per il NO al referendum greco: sintomo, anche questo, di un risentimento di fondo nei confronti del “sistema” e dell’Europa: un esito inaspettato per un Paese come l’Italia, storicamente tra i più europeisti.

A peggiorare la situazione, per Renzi & co., si mette la riforma della scuola che, portata avanti nonostante le proteste del settore (uno dei più vicini, tradizionalmente, alle compagini di centrosinistra); ulteriori fibrillazioni sono attese in autunno, quando alla “buona scuola” si affiancherà la “buona università”, dove le resistenze (c’è da scommetterci) saranno ancora più forti.

Né giova, al giovane primo ministro di Rignano, la congiuntura politica europea con la contrapposizione Merkel – Tsipras a dominare la scena, lasciando l’Italia in un limbo di irrilevanza che non dà sollievo né alla fama né all’ego del Matteo nazionale; problematiche che rischiano di appannare l’immagine vincente che si è costruito nel tempo in un continuo salto ad ostacoli che rischia di intrupparlo a partire dall’ottobre prossimo.

Che fare? Pare proprio che il segretario PD cerchi una via d’uscita nella comunicazione (arma vincente del cosiddetto “Renzi 1”), come confermato dalle recenti indiscrezioni fornite dal Corriere della Sera (e suggerite, come tutti i retroscena di Palazzo Chigi, direttamente dall’ufficio stampa Filippo Sensi). L’intenzione sarebbe quella di risolvere ogni difficoltà comunicando di più (e meglio), nella convinzione che gli elettori premieranno la bontà delle riforme fatte semplicemente conoscendole. Incombente, però, è il rischio di vedersi piombare addosso i problemi di un’economia tutt’altro che in ripresa, ancora bloccata in un pantano da cui pare sempre più difficile uscire; “comunicare” può finire per essere sempre più un’ossessione foriera di cecità politica, impedendo di vedere che, oltre al maquillage, si sta producendo effettivamente pochissimo. Il pericolo è quello di lasciarsi sfuggire il Paese dalle mani, e con esso i suoi disagi e le incertezze che Salvini e la Lega non vedono l’ora di poter cavalcare.

Rispondi