La storia si ripete: a Lucia Borsellino, figlia di Paolo Borsellino, è stata assegnata la scorta.

 Va fermata, va fatta fuori come suo padre”, diceva il dottor Matteo Tutino al governatore della Sicilia Rosario Crocetta. Lucia Borsellino, infatti, era stata ascoltata dai pm proprio in merito alle indagini su Tutino, Primario di Chirurgia Plastica. Il dottore era già agli arresti domiciliari per truffa, falso, peculato e abuso d’ufficio.

Dalla Germania è poi arrivata una segnalazione secondo cui Lucia Borsellino è a rischio per la sua attività. La figlia del giudice Borsellino è insomma ritenuta un personaggio “scomodo”, dal momento che ha anche denunciato le pressioni subite da personaggi vicini al governatore Crocetta. Denunce anche nei confronti delle lobby siciliane in ambito sanitario, coinvolte in rapporti tra politica e mafia.

Lucia Borsellino, in seguito alla pubblicazione delle intercettazioni tra Crocetta e Tutino, si è dimessa dal ruolo di assessore alla Sanità in Sicilia.

 Ora le aspetta un nuovo compito, ma questa volta a Roma. Da settembre lavorerà per l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali per due anni. Si occuperà del Protocollo di intesa con l’Autorità anticorruzione e del Patto per la Salute.

Le minacce subite da Lucia Borsellino sono un segno evidente di quanto la mafia, così come certi personaggi politici, siano spietati. Chi denuncia, e non ha paura di farlo, deve essere messo da parte. Questa è la condanna che da sempre affligge i cittadini italiani che, dotati di senso civico, fanno bene il loro lavoro.

 A ventitré anni dalla morte del giudice Borsellino, il disagio cui sono sottoposti i suoi cari dovrebbe farci vergognare.

Sarà un’estate difficile per la famiglia Borsellino. Alla notizia dell’assegnazione della scorta, Lucia Borsellino ha chiesto “Cosa posso fare per evitarla?”. Per ora, però, sembra essere necessaria ed inevitabile.

La storia si ripete… quando nessuno ne trae insegnamento.

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