L’Assemblea Nazionale del PD, tenutasi la mattina del 21 Febbraio 2016, non poteva non affrontare i temi delle Unioni Civili e dell’UE, dati gli ultimi avvenimenti che hanno interessato, in questi giorni, la politica nazionale e europea. L’Assemblea inizia ricordando la morte di Umberto Eco, dopodiché prende la parola il Premier Matteo Renzi, per la relazione del Segretario del Partito. Riassumendo il suo discorso, Renzi ha innanzitutto parlato dell’importanza dell’Italia in Europa e dell’importanza di dover creare “una strategia non fondata dagli egoismi di un paese dominante.” Ha fatto notare come l’austerity “non abbia saputo far fronte alle esigenze che l’Europa si era data” per poi fare un resoconto dei risultati di quest’anno, quali l’aumento dell’export italiano e la lotta all’evasione, nonché i risultati del Jobs Act, commentando: “Se io dico che abbiamo fatto 764 mila posti in un anno, voi che dite? “Eh vabbè, ma hanno l’incentivo” ma è evidente che c’è un incentivo! Il ché vuol dire che abbiamo fatto dei tagli alla spesa pubblica e li abbiamo investiti nel lavoro. Che c’è di male?”

Continuando, parla del bisogno del PD di cambiare faccia. “Dobbiamo imparare a girare un po’ più per l’Italia. Stare meno nel palazzo e più fra la gente.” È questo il “punto-chiave” per Renzi, che propone anche di “andare a parlare col popolo, ascoltare le critiche.” Ancora, ribadisce la necessità della banda larga e della riforma sul Senato, dichiarando a proposito di quest’ultima che “vinceremo il referendum andando a spiegare perché è giusto.”

Oltre a questi argomenti, data la forte piega che sta prendendo la discussione tra i grillini e i democratici, era inevitabile che il Premier si esprimesse anche sulle unioni civili. “In Italia c’è ancora paura su questo tema. Che paura possono fare due persone che si amano e che chiedono diritti? A me fanno più paura quelli che si odiano.” Alle critiche per l’alleanza con i 5 Stelle risponde: “Alla luce dei numeri abbiamo cercato di fare un accordo con i 5 Stelle. Abbiamo sbagliato? La verità è che non ci saremmo mai perdonati di non fare quel tentativo.” Non mancano, poi, gli sfottò ai penta stellati, in particolare riguardo alle dichiarazioni complottistiche di Paola Taverna: “L’idea che si arrivi al punto di dire che il complotto si fa per farti vincere è la summa di tutto ciò che è contrario alla politica. La verità è che il Movimento vuole fare il male del PD.” Termina asserendo: “Non sono in gioco solo i diritti, è in gioco la credibilità.”

Così risponde Matteo Renzi alla mossa dei grillini, un po’ scherzandoci su, un po’ ricordando che la legge Cirinnà è necessaria. La provocazione del M5S non era stata da meno, è diventato quasi virale il video in cui il Deputato Di Battista spiega alla lavagna cosa è realmente successo in Senato il 17 Febbraio, asserendo che il PD avrebbe dato la colpa del fallimento al M5S per nascondere la divisione interna al partito. Il M5S aveva, infatti, anche proposto di lavorare nei giorni seguenti agli emendamenti, vero fulcro della questione, ma il PD si è rifiutato. Bisogna però dire che, contrariamente da quanto detto dal Deputato grillino, il PD non nasconde affatto la sua divisione interna. Tra gli interventi in assemblea c’è stata una condivisione comune, oltre che sulla linea europea, anche sul bisogno di laicità del partito. Benedetto Zacchiroli, teologo e gay dichiarato, durante il suo intervento ha affermato: “Vorrei che il PD fosse il partito degli scatto-dem.[…] Ci sono ragazzi, figli di questo paese, che hanno paura e questa legge serve per combattere questa paura.” Anche Elisabetta Ballurio, Presidente del Consiglio Comunale di Ivrea, ha invocato i catto-dem a essere laici e non confessionali. Ivan Scalfarotto ha attaccato la linea dei 5 Stelle: “Il M5S ha preso una decisione politica, non procedurale[…] se l’articolo 5 non dovesse passare sapremo esattamente di chi è la responsabilità.” Anche Scalfarotto non ha, però, risparmiato il proprio partito: “Anche noi del PD su questa legge dovevamo essere più compatti. Questa legge fa parte della nostra identità. Possiamo essere in disaccordo su molte cose, ma non sull’uguaglianza di diritti per le persone.”

Per finire, c’è stata la replica di Matteo Renzi, che ha criticato la proposta grillina sul reddito di cittadinanza, affermando che “il ruolo della politica è di dare un lavoro a tutti, non uno stipendio.”

E quindi, alla fine di tutta questa discussione fatta di belle parole, alcune incoraggianti, altre magari poco credibili e altre decisamente accusatorie, che cosa si può realmente affermare? La linea del PD non è di certo cambiata e tenterà di tutto per farsi sentire in Europa e sulle unioni civili. L’accusa mossa dal M5S al PD è di voler aggirare una procedura che durerebbe qualche giorno. Celebre è il post in cui Vito Crimi sostiene che nel caso della legge Boccadutri si siano votati 204 emendamenti in un’ora e 40 minuti ma, andando a controllare, il sottoscritto ha trovato solo un decreto, sempre redatto da Boccadutri, con 240 emendamenti che sono stati votati dal 26 Settembre al 16 Ottobre del 2013, segno che il tempo necessario per la votazione di oltre 600 emendamenti potrebbe essere piuttosto lungo. Il punto è che il Movimento ha perso l’occasione di fare una bella figura per seguire quei precetti della politica contro cui andava, come ha accusato qualcun altro durante l’Assemblea. Certamente anche il PD ha le sue colpe, ora non si dovrà fare altro che aspettare il 24 Febbraio, nella speranza che le due parti abbiano finalmente sepolto l’ascia di guerra per iniziare a fare il bene dei cittadini.

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