“Le cose che esistono” è la raccolta d’esordio di Salvatore Azzarello, giovanissimo poeta di Termini Imerese classe 1993. Le sue poesie sono accompagnate dalle illustrazioni di Michela Volpones, sua coetanea. Opera dal sapore novecentista, nella quale i lettori vengono accompagnati in un territorio attuale e classico allo stesso tempo: uniformità con i grandi passato, e piccoli elementi di slancio verso un nuovo secolo.
Ideale per rinvigorire lo spirito, è una lettura breve quanto gustosa.

Quel nulla d’inesauribile segreto“, quasi sembra si stia svelando oggi, nei tempi dell’immediatezza e delle meditazioni. Questa, connessa ad uno dei versi più evocativi del Novecento, è la prima intuizione che mi ha suscitato l’opera di Salvatore Azzarello. Stavo figurandomi il poeta, mentre leggevo, intento a raccogliere (o per mano di lei o di lui) conchiglie silenziose, reliquie dell’ermetismo, nei pressi dell’antica città a cui fa riferimento: Lilibeo, che a differenza del noto “Porto” egiziano di Ungaretti non è una rovina sepolta nel deserto. Il componimento che mi ha suscitato maggiore attenzione è stato “Spunti per il Tifeo“, personaggio mitologico che sfidò Zeus. La leggenda vuole che il titano, pur essendo stato sconfitto, non si diede per vinto e tentò di tirare la Sicilia al potente dio dei cieli, ma ne rimase schiacciato al momento di sollevarla. Una calzante metafora dello spirito gattopardesco dei siciliani, grintosi e agguerriti nel volere giustizia, ma incapaci di sostenere il peso di un’isola così importante e pericolosa, «fate quello che volete molte lune hanno accolto le speranze – le speranze, i furori degli eroi – solo a patto che non cambiasse niente», sembra una speculare ripresa di «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».

Un’opera quindi non priva d’impegno tematico, sia per i riferimenti colti, sia per le solite velate sollecitazioni poetiche a non dimenticare, a non lasciarsi alle spalle l’oblio, la scurdanza, che ci ha colti, che ha colto loro, «I tedeschi che scendono in Sicilia/per un climbing insolito, su rocce a uncino/a strapiombo sul mare/le guardano come oggetti di performance/e ignorano chi le ha sentite urlare.».

Seguitando a leggere, mentre giungevo alla conclusione che glorioso è chi non dimentica, mi sono chiesto: quale eroe antico può essere accostato a Salvatore? Al di là del chiaro riferimento magnificamente post moderno dell’Orlando nevrotico, che ha la sua furia estesa a tutta l’esistenza, sembra una tendenza più da studenti quella del troiano Enea, costretto dagli eventi a ricercare una nuova terra che lo accolga: si parla di Urbino che muore, e in particolare del “inferno freddo” di Lugano dove attualmente l’autore vive. Ma un vero eroe, per l’appunto, non può dimenticare che «In principio fu Palermo», così come fu Troia per Enea, Itaca per Ulisse: chissà! se un giorno non tornerà nella città siciliana, o troverà un luogo per vivere serenamente. Il poeta è quindi un eroe, oppure un naufrago, dai cieli in questo caso, che talvolta sbarca nella piena contemporaneità, con strofe che sembrano parodiare il flow di un rapper: «Palermo porca come la bionda/sul tubo del tram/la vedi: in silenzio sorride/ai demoni, a Pan/ Palermo morta come un amore/di bombe o di spam/ma se le apponi una teca la rompe,/la luce che fa.»; ma il più delle volte è l’archetipo classico degli affetti a fare da lido sicuro su cui riposare, magari fumando una sigaretta, topos dell’attesa.

E quindi la madre, il padre, la famiglia, l’amico, la ragazza, le terre, i ricordi, le esperienze; non fantasmi,  ma «cose che esistono», piccole parti di un amore (nascosto) «più vero del vero».

A cura di Paolo Vaglieco

Note biografiche: Salvatore Azzarello nasce il 23/08/93 a Termini Imerese (PA). Ha studiato Lettere moderne all’ Università degli Studi di Palermo e ora è laureando al Master in Lingua, letteratura e civiltà italiana presso l’Istituto di Studi Italiani dell’Università della Svizzera Italiana di Lugano. È stato semifinalista dell’edizione 2016 del Premio Rimini e ospite dell’evento “Lettere a un giovane poeta” dell’edizione 2015 di Parco Poesia di Rimini. Alcune sue poesie sono state pubblicate sul sito del festival. Le cose che esistono è la sua raccolta d’esordio.

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