Siamo nel pieno dell’estate e i politici italiani, da bravi lavoratori, sono ancora in aula a fare le riforme.

Mentre gli altri si godono le vacanze, nel Parlamento è caos totale: dai tagli alla sanità alla legge bavaglio.

Dovremmo essere preoccupati un po’ tutti per questa legge bavaglio, ma soprattutto devono esserlo i giornalisti. Avete presente i video girati di nascosto, da programmi come Le Iene? Ebbene, se questo ddl dovesse essere approvato, non li vedremo più.

Il disegno di legge è chiaro: niente registrazioni audio e video fatti di nascosto, “a meno che non costituiscano prova nell’ambito di un procedimento davanti all’autorità giudiziaria o siano utilizzate nell’ambito di esercizio del diritto di difesa. Chiunque diffonda, al fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui, riprese o registrazioni di conversazioni svolte in sua presenza e fraudolentemente effettuate, è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.”

Si limita anche l’utilizzo delle intercettazioni: “Si prevede una revisione della disciplina delle intercettazioni telefoniche o telematiche che possa assicurare una maggiore tutela dei diritti alla riservatezza dei terzi estranei, dei soggetti soltanto casualmente intercettati”.

Grasso ha commentato: “Le intercettazioni sono un mezzo irrinunciabile per la magistratura”. Il Presidente del Senato crede che, tuttavia, si potrebbe regolare meglio la gestione delle intercettazioni. 

Renzi sta mettendo il bavaglio agli italiani, ad uno ad uno. Segue le orme di Silvio Berlusconi che nel 2010 diceva:“So per certo che la stragrande maggioranza degli italiani è d’accordo con me sull’assoluta necessità della legge sulle intercettazioni, tant’è vero che quando ne parlo in pubblico, raccolgo solo applausi di consenso e di incoraggiamento. Quando la legge sarà approvata il nostro Paese sarà davvero più europeo, più civile e più moderno“.

Se mai dovesse essere approvata la legge bavaglio, prima di girare un video pensateci due volte.

Se siete deputati della Repubblica Italiana e davanti a voi c’è un “pianista”, attenti a filmarlo, potreste violare la sua privacy. E la tutela della privacy potrebbe diventare più importante di qualsiasi atto illecito.

Se siete in piazza a manifestare e vedete un poliziotto che prende a manganellate un ragazzo, anche in questo caso, state attenti! Potreste finire voi in galera, piuttosto che il poliziotto.

E le intercettazioni meglio limitarle: il diritto alla riservatezza dei cittadini italiani prima di tutto!

D’altronde grazie alle intercettazioni di soggetti terzi si può arrivare a una svolta delle indagini o scoprire verità utili per condannare i disonesti. E questo è decisamente meno importante della privacy.

Con una legge simile, potremmo ancora parlare di democrazia?

Una volta il partito di sinistra era democratico, e anche il nostro paese. Era.

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“Scrivere: per un senso di bisogno. Avevo bisogno di qualcosa da fare. Non si può dormire tutto il santo giorno.”

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