Tutti i grandi lettori possiedono una libreria propria (unica e super speciale), anzi si potrebbe dire che la nostra camera o un angolo specifico della casa siano stati concepiti pensando primariamente al posto esatto, asciutto e confortevole per collocare i nostri intoccabili sogni (i libri).

Proprio per questo abbiamo deciso di essere introspettivi, di partire dalle emozioni che si provano “dentro”, ogni qualvolta ci troviamo di fronte ad un libro che ci smuove, ci provoca sensazioni sublimi e troppo particolari da consumare a parole.
Ci capita spesso di rileggere i titoli di libri posizionati tra le mensole o anche solo riconoscendo lo spessore e il colore ci sentiamo all’altezza di rivivere quei brividi fatali.

Adesso, però, non ci resta che tagliare la testa al toro e catalogare le letture più emozionanti che hanno accompagnato le nostre giornate e sovente ci hanno preparato ad una notte limpida e rassicurante.

Ecco i nostri libri raccontati attraverso le dirette citazioni.

Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese (ventisette brevi racconti in forma dialogica; scorrevole e significativo).
«La nostra vita è foglia e tronco, polla d’acqua, schiuma d’onda. Noi giochiamo a sfiorare le cose, non fuggiamo. Mutiamo. Questo è il nostro desiderio e il destino».

L’isola del giorno prima di Umberto Eco (romanzo intenso e non certamente da ombrellone).
«Dovrete imparare a fare con la parola arguta quello che non potete fare con la parola aperta; a muovervi in un mondo, che privilegia l’apparenza, con tutte le sveltezze dell’eloquenza, a esser tessitore di parole di seta. Se gli strali trafiggono il corpo, le parole possono trapassare l’anima».

La coscienza di Zeno di Italo Svevo (romanzo psicologico, è un peccato non leggerlo).
«– Chissà se l’amo? – È un dubbio che m’accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l’amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore».

Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello (romanzo di fama mondiale che non ci gira intorno. La verità è questa: noi siamo “uno, nessuno e centomila”).
«Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci; non ci siamo intesi affatto».

Tristano muore di Antonio Tabucchi (libro che lascia un velo di mestizia e che rimanda quasi alla sensazione di presagio).
«Ti ho cercato, amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell’universo. Ne ho raccolti quanti mi era possibile, nella terra, nell’aria, nel mare, negli sguardi e nei gesti degli uomini».

Il reggimento parte all’alba di Dino Buzzati (raccolta di racconti bellissimi; Buzzati lascia il segno).
«Ciò che resta di lei, qui sulla Terra, che adesso è dentro di me e ormai con me porterò fino all’eterno è una cosa talmente piccola e lieve che un altro non se ne sarebbe neppure accorto. A me però basta».

Lettere luterane di Pier Paolo Pasolini (raccolta di articoli dove importante è la figura di Gennariello e la spiegazione del perché “i giovani sono infelici”).
«I “destinati a essere morti” non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece, Gennariello».

I Malavoglia di Giovanni Verga (romanzo verista e l’amara condizione dei “vinti”).
«Il cuore si stanca anche lui, vedi; e se ne va a pezzo a pezzo, come le robe vecchie si disfanno nel bucato. Ora mi manca il coraggio, e ogni cosa mi fa paura; mi pare di bevermi il cuore, come quando l’onda vi passa sulla testa, se siete in mare. Tu vattene, se vuoi; ma prima lasciami chiudere gli occhi».

C’era due volte il barone Lamberto di Gianni Rodari (novella per ragazzi scritta in forma di romanzo breve).
«Non tutti saranno soddisfatti della conclusione della storia. (…) A questo però c’è rimedio. Ogni lettore scontento del finale, può cambiarlo a suo piacere, aggiungendo al libro un capitolo o due. O anche tredici. Mai lasciarsi spaventare dalla parola fine».
Il barone rampante di Italo Calvino (romanzo appartenente alla trilogia de “I nostri antenati”. Calvino è un colpo al cuore tutte le volte).
«S’accorgeva che tante cose non gli importavano più, che senza Viola la vita non gli prendeva più sapore, che il suo pensiero correva sempre a lei. Più cercava, fuori dal turbine della presenza di Viola, di ripadroneggiare le passioni e i piaceri in una saggia economia dell’animo, più sentiva il vuoto da lei lasciato o la febbre d’attenderla». 
Talvolta, approcciarsi con le testuali parole degli scrittori può essere un modo per suscitare interesse ed aiutare chi condivide la nostra stessa passione a leggere un libro che ci ha aiutato a stare bene o addirittura meglio.
I prescelti sono tratti tutti da autori italiani, perché spesso tendiamo a dimenticare la ricchezza culturale della nostra nazione.
Ora non ci resta che scoprire attraverso il tête-à-tête le vostre di opere, quelle che vi hanno risollevato, migliorato o che si sono rivelate pungenti ma degne di nota.

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