Se pensate di non avere alcuna condanna vi sbagliate: se siete nati in Italia, a Napoli, siete condannati a restare soli, all’abbandono. La storia di Luigi Leonardi dimostra che lo Stato è diventato un ectoplasma.

Luigi Leonardi è un imprenditore partenopeo che ha avuto il coraggio di ribellarsi alla criminalità organizzata. Proprietario di cinque negozi e due fabbriche, si occupava di illuminazione, produzione e commercializzazione, fino a quando la camorra è entrata nella sua vita, chiedendo migliaia di euro all’anno.

Inizialmente Luigi non cede alle pressioni che gli vengono fatte e subito i malavitosi reagiscono con un inseguimento in auto che lo porta dritto in ospedale e a tre interventi alla testa. Disperato, decide di pagare il “pizzo” ai clan, richiesto per ogni negozio di sua proprietà, ma la conseguenza drastica è il fallimento imprenditoriale. A Secondigliano viene sequestrato, minacciato a mano armata e sollecitato a firmare false cambiali. Pagare la camorra con la speranza di liberarsene è un’illusione, così Luigi trova il coraggio di denunciare e di far arrestare circa 174 persone, condannare uno dei capi clan e anche i suoi sequestratori, ma anche l’aver fatto la scelta giusta si trasforma in un inferno, le cui fiamme bruciano i suoi negozi.

Luigi viene abbandonato dai familiari, ma soprattutto dallo Stato, che non gli cede la scorta di cui invece necessita d’urgenza, cosicché l’imprenditore è costretto ad proteggersi da sé, cambiando continuamente casa. Il servizio sul suo caso mandato in onda da “Le Iene” ha scosso gli animi della gente e anche delle istituzioni, tanto che gli sarà finalmente concessa una protezione di IV livello che prevede due uomini e una macchina.

Questa è l’epoca in cui puoi far sentire la tua voce non scendendo in piazza, non seguendo procedure e richieste legali, né facendo il tuo dovere civico: in quest’epoca per far valere i tuoi diritti devi rivolgerti alla Tv, a programmi come ”Le Iene”. Il vero anti-Stato, allora, è la camorra o è lo Stato stesso? Cosa dovrebbero fare i cittadini che subiscono estorsioni? Restare in silenzio, non denunciare, vedersi crollare il mondo addosso? Mafia e Stato non sono un binomio, non costituiscono dicotomia, semmai in questi casi dimostrano di essere la stessa cosa.

Allora la soluzione qual è?

Bisogna insegnare alle persone che la camorra è un problema che non riguarda soltanto il giornalista che scrive di criminalità, né solo magistrato che condanna, la camorra è un problema di tutti. Anche tu che stai leggendo e magari nella vita fai il fruttivendolo devi preoccuparti, perché con l’apertura del tuo negozio, qualche diavolo potrebbe bussare alla tua porta, chiederti danaro, tanto danaro, e la tua vita potrebbe ridursi a macerie. Tu macellaio, tu commercialista, tu imprenditore, dottore, avvocato, professore: tuo figlio potrebbe essere ammazzato domani mattina per errore dalla criminalità organizzata.

Se lo Stato ci nega i nostri diritti, noi i diritti li andiamo a prendere con le forze, anche da soli. La camorra ci nega una vita serena e libera, ma la gente non vuole vivere nella paura. Noi siamo di più, e da oggi Luigi Leonardi non è più solo.

1 COMMENTO

  1. […] Luigi Leonardi è un collaboratore di giustizia, un cittadino onesto che ha creduto nello Stato, nella forza della denuncia e nel coraggio di essere leali. La sua storia fu seguita da Le Iene: Luigi faceva l’imprenditore ed era costretto a pagare il pizzo alla camorra, fino a quando non decise di smettere di essere vittima della criminalità organizzata. Pensava di trovare le istituzioni al suo fianco, ed invece è stato lasciato solo, isolato anche dalla famiglia. Luigi non è rimasto con le mani in mano, si è dato da fare pur di riuscire a far ascoltare la sua voce, riuscendo ad ottenere una scorta (una macchina e due uomini), ma non ad avere una vita tranquilla e l’appoggio dello Stato italiano. Il TAR aveva dichiarato di “non ravvisare un danno grave e irreparabile nel pregiudizio allegato dal ricorrente connesso all’allontanamento dai luoghi di origine”, modificando il suo status di testimone di giustizia a quello di collaboratore, pur essendoci una differenza tra i due termini: collaboratore è chi si pente accusando se stesso o altro di crimini, testimone è chi non ha commesso alcun crimine ma collabora con la giustizia per altri motivi. […]

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