10003155 10205119046169577 2090360858830273219 n “E così, finii per diventare quello che volevano loro, un assassino. Un pagliaccio con la pistola, pagato per bucherellare qualcuno. Beh, era quello per cui avevano pagato e quello avevano ottenuto. Dite quel che volete di noi americani, ma il capitalismo lo capiamo bene. Quando compri un prodotto ottieni ciò per cui hai pagato. Questi idioti avevano pagato un gringo incazzato e incapace di distinguere tra giusto e sbagliato. Ero lì, sul punto di ammazzare quel povero bastardo come un angelo della morte da quattro soldi. Capii che avevano ragione. Non avrei distinto giusto e sbagliato neanche se avessi visto uno di loro aiutare i poveri e l’altro fottersi mia sorella.

Avrei potuto anche ridere… se mi fossi ricordato come si faceva…”

Max Payne

 

Abbiamo già affrontato il discorso delle “icone” nel mondo dei videogames; abbiamo parlato di Snake/Big Boss della saga dei Metal Gear, Super Mario l’icona della Nintendo, Ezio Auditore il giovane assassino di Assassin’s Creed 2 ecc. Ebbene, un altro dei personaggi che ha influenzato la maggior parte del mondo videoludico (e non solo) é senz’altro Max Payne.

Nel primo capitolo Payne è un ex detective della NYPD la cui moglie Michelle, la figlia Rose ed il suo “amico/collega” Alex Balder furono brutalmente assassinati da una banda di criminali. Max, in cerca di vendetta, diventa un agente della DEA e comincia a dare la caccia ai maggiori esponenti della criminalità organizzata di New York (operazione Valchiria); tutto questo per risalire ai responsabili della morte della sua famiglia. Nel secondo capitolo egli si ritrova a combattere contro un’ organizzazione criminale chiamata “I Ripulitori”, nella quale sono coinvolti criminali che facevano parte della banda nella operazione Valchiria. Ma Max non è solo famoso per la sua storia e le sue avventure, lo è anche per il sua profonda e complessa personalità; egli è incredibilmente introverso, la sua vita interiore è illustrata principalmente attraverso monologhi, coi quali descrive i suoi sentimenti riguardo le proprie azioni e situazioni.

Dopo il successo dei primi due capitoli, nel 2012 Rockstar Games (famosa per aver prodotto GTA, Red Dead Redemption, L.A. Noire) produce Max Payne 3 ed è subito un successo! Vendite e pre-vendite alle stelle, una critica straordinaria sia per i media che per il pubblico; quindi buona lettura…

TRAMA

Dopo quattro anni dal secondo episodio Max va in pensione e si trasferisce ad Hoboken in New Jersey. Preso dai brutti ricordi, dal peso della vecchiaia e dalla mancanza della moglie e della figlia, Max si lascia andare: diventa un alcolizzato dipendente da psicofarmaci. Ma un giorno un ex poliziotto di nome Raul Passos gli offre un lavoro come guardia del corpo di un noto architetto di nome Rodrigo Branco. Quest’ultimo viene perseguitato da una banda di criminali della favela brasiliana, i Commando Sombra, che rapiscono la figlia di Rodrigo tenuta in custodia da Max (ormai troppo sbronzo per poterla salvare in tempo).

Il protagonista dovrà rimediare al suo errore ed avrà una sola possibilità per salvare la ragazza, ma il salvataggio di quest’ultima immischierà il nostro ex poliziotto in faccende più complesse e pericolose del previsto.

GRAFICA/SONORO

Una grafica eccezionale curata nei dettagli, personaggi carismatici ed unici, un Max Payne “da brivido” sia nella caratterizzazione tecnica che personale. Ambientazioni curate e ricche di dettagli. Alcuni bug qua e là durante le scene di azione (ma non si sentono/vedono proprio). Qualche pecca la troviamo nell’impostazione dei sottotitoli, che a volte risulta essere in ritardo rispetto al dialogo.

Musiche di alto livello composte dalla nota band noise rock statunitense, gli HEALTS.

GAMEPLAY/LONGEVITA’

Max Payne 3 2Gameplay solido ed intuitivo, con un sistema di copertura “fragile” che rende più ostico (ma non troppo) anche il più breve degli scontri e che ci costringerà a cambiare riparo continuamente. Il sistema di checkpoint lascia un po’ a desiderare e gli antidolorifici a volte sono difficili da trovare.

Ma la ciliegina sulla torta del gameplay è il famoso bullet-time (o meglio “Alla Matrix!”), che ci offre la possibilità di effettuare salti laterali o da dietro un riparo al “rallentatore”, in modo da rendere ogni scontro a fuoco un cliché dei migliori film d’azione degli anni 80. Ottima la longevità, giriamo intorno alle 20 ore senza dover saltare nessun filmato per poi ritrovarci ad un comparto multiplayer solido e ben strutturato, ricco di personalizzazione, di armi e personaggi e modalità “PVP” tipo : deatmatch a squadre, tutti contro tutti ecc….

IN POCHE PAROLE

L’opera della Rockstar Games riesce a trasmettere al giocatore le stesse emozioni che Max prova sia durante una sparatoria che quando si ritrova davanti allo specchio sbronzo e sotto l’effetto degli psicofarmaci, che lentamente lo stanno consumando. Una storia molto complessa ed articolata, ricca di colpi di scena e stereotipi dei migliori film di De Niro. In poche parole, con questo episodio possiamo concludere che anche il buon Max sia diventato una delle pietre miliari della storia dei videogame.

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