Michele Santoro dice addio al suo talk show e ammette: “Se la RAI accettasse di produrre i miei progetti sarei felice. Ormai sono un produttore indipendente.”
“Rosso di sera”
è così che si chiamerà l’ultima puntata di Servizio Pubblico e sarà trasmessa giovedì 18 giugno, su La7, in diretta dalla piazza di Firenze.

Perché il rosso? “Oggi voglio fare una battaglia di minoranza: questo è il colore rosso. Non una nostalgia del comunismo, ma rifiutare il grigio. Superare chi dice che destra e sinistra sono finite, anche se sono concetti in crisi nel mondo”.

Tanti gli ospiti che saliranno sul palco domani sera: da Marco Travaglio a Sandro Ruotolo, da Bianca Berlinguer a Cristiano De Andrè, da Nicola Piovani a Franco Battiato, e ancora Alessandro Mannarino, J-Ax, Sabrina Ferilli, Gad Lerner e molti altri.

“Questi talk – ha dichiarato Santoro – producono Salvini, dal lunedì al venerdì, e lì costruisce un personaggio. Sono quei talk che nessuno guarda. Se cominciassimo a finire alle 23, La7 dovrebbe trovare sette programmi da mettere dopo. Vi rendete conto di quanti programmi nascerebbero? Sarebbe un proliferare di autori, idee. Arbore, Milano-Italia, Chiambretti. Tutta la grande televisione è nata a quell’orario”.

Servizio Pubblico non ha mai creato personaggi, semmai li ha smontati. E quando fai bene il tuo lavoro, in Italia, cominciano ad arrivare le minacce. Sandro Ruotolo purtroppo ne è la dimostrazione. Sono andate in onda le inchieste da lui realizzate, assieme alla collaborazione di Carmine Schiavone, dando spazio ad una verità che è stata per troppo tempo nascosta.

Nel 2012 Angelo Provenzano, figlio del boss Bernardo Provenzano, parlò per la prima volta davanti alle telecamere e scelse proprio quelle di Servizio Pubblico.

È stata data la possibilità di far sentire la propria voce in tv al Movimento NoTav, alle mamme del triangolo della morte in Campania, alle più variegate idee, creando dibatti costruttivi, mostrando i pro e i contro di ogni fatto.

Anche Silvio Berlusconi è stato ospite di Michele Santoro e fu proprio in quella puntata che l’ex cavaliere dimostrò di essere null’altro che un personaggetto, “Dell’Utri è una persona perbenissimo, cattolico, ha quattro figli” disse, e quando Travaglio gli fece notare di quanto avesse sprecato il tempo a combattere non tanto la mafia, ma chi combatteva la mafia, Berlusconi rispose che tutto si può contestare al suo governo, ma il non aver combattuto la mafia, bhe’ proprio quello no!

Insomma, che piaccia o no il talk show, Servizio Pubblico ha saputo fare la differenza.

L’unica speranza adesso è che, prima o poi, a chiudere baracca sia Barbara D’Urso. Il sogno sembra lontano, ma tanto noi italiani, a sognare, ci siamo abituati.

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