“Guardo
Oltre il muro di vetro
L’esercito che passa
Uomini neri!
Cerco
In una mano chiusa
La causa della morte di
Uomini neri!
GUERRA
Aria vuota nelle strade
Si muovono le ombre di
Uomini neri!
GUERRA”

Desaparecidos è il secondo album in studio dei Litfiba ed è il primo della “Trilogia del potere”, una serie di dischi che si contrappongono con forza ai totalitarismi e alle politiche repressive dilaganti all’epoca. Caratteristica fondamentale del disco, oltre alle evidenti influenze del punk e della new wave, è sicuramente l’utilizzo di strutture ritmiche e melodiche tipicamente mediterranee che rende l’importanza del folklore e della cultura popolare come forme di sopravvivenza nei paesi oppressi dalle dittature.

Infatti, dall’inizio degli anni 70′ fino alla fine del decennio successivo, il mondo fu sconvolto da una serie di colpi di stato che portarono all’imposizione di regimi militari fortemente repressivi nei confronti di minoranze e dissidenti. In particolare, l’odio dei Litfiba si rivolge alla figura di Augusto Pinochet, un generale iper conservatore e anticomunista, che arrivò al potere in Cile nel 1973 eliminando barbaramente il presidente socialista Salvador Allende. La politica di Pinochet fu immediatamente votata all’uso della forza per mantenere intatto il suo potere, la cui legittimazione arrivava direttamente dagli Stati Uniti e dal Vaticano di Giovanni Paolo II, interessati all’eliminazione definitiva del movimento comunista. Così, i Litfiba tentano l’unica strada rimasta per comunicare con i cileni martoriati: quella dell’arte sincera e genuina, senza imposizioni o censure.

Ciò che risalta subito al primo ascolto dell’album è l’immediatezza dei brani. Nonostante i testi siano molto complessi e ricchi di termini presi in prestito dalla tradizione di paesi lontani e dimenticati dai mass media occidentali (basti pensare alla voce della donna araba che introduce Istanbul), le canzoni sono strutturate in modo da mettere subito in contatto l’ascoltatore con quei mondi affascinanti. Inoltre, vi è una grande varietà nella tipologia delle composizioni. Infatti, i Litfiba sono capaci di passare tranquillamente da brani più aggressivi e tipicamente hard rock come Eroi nel vento La preda, ad altri in cui prevalgono l’utilizzo dei sintetizzatori e la ricerca di una dimensione più onirica, come la già citata Istanbul o la struggente Pioggia di luce. Eccezionale è il lavoro svolto da tutti i membri. Piero Pelù sfoggia una tecnica vocale eccezionale, senza trascurare la sua indole votata all’interpretazione. Renzulli compone riff e assoli di chitarra micidiali, senza cadere in un virtuosismo fine a se stesso. Maroccolo realizza ottime linee di basso, votate non alla tecnica ma alla profondità del suono, a volte ottenuta variando semplicemente qualche nota.

La title-track è sicuramente fondamentale per comprendere il messaggio di cui si fa portatore il disco. Infatti, Desaparecidos è dedicata ai giovani dissidenti politici che furono sequestrati e fatti sparire dal governo cileno, per atti spesso molto banali come una manifestazione in piazza o l’occupazione pacifica di un edificio statale. Questi arresti illegittimi avvenivano nella massima segretezza e senza informare le famiglie, soprattutto di notte e senza testimoni. I catturati venivano relegati in campi di lavoro o, più spesso, barbaramente torturati al fine di ottenere informazioni.

Il desaparecido può solo creare una realtà fragile ed illusoria in cui rifugiarsi. Gli viene detto continuamente che, se fornirà le giuste informazioni, sarà sottoposto a regolare processo, sconterà qualche anno di galera per poi far ritorno dai propri familiari. Promesse ingannevoli, fatte per logorarlo ancora di più nel corpo e nello spirito, finché non cederà e farà dei nomi agli inquisitori, armati di strumenti di tortura tali da far impallidire i loro antenati medioevali.

Senza aria senza sole
Resta oscurità e
L’uomo vive un sogno
Fatto di silenzi
Sognerà la terra e
Terra è

La critica ai totalitarismi non può, tuttavia, evitare di trattare i “genitori” di Pinochet: il fascismo e il nazismo, parti di intelletti malati che, a loro volta, sono responsabili dei degenerati movimenti di estrema destra arrivati fino ai nostri giorni.

Lulù e Marlene è una ballata in cui viene affrontata l’ascesa dei primi, violenti movimenti nazionalsocialisti in Germania negli anni 20′ che fecero da preludio alla nascita dello squadrismo, degli uomini vestiti in nero protagonisti nel brano finale Guerra, di sanguinosi pestaggi nei confronti di uomini colpevoli di atti di sedizione verso la dittatura.

Per questo numero della rubrica ho scelto di non inserire l’ormai consueta copertina del disco come immagine. Il vero colpo di grazia al desiderio di libertà del popolo cileno arrivò quando Giovanni Paolo II, in visita presso Pinochet, invece di invitare il dittatore a ripristinare la democrazia, si affacciò insieme a lui dal balcone di palazzo, mostrando una grande intesa con l’uomo simbolo della destra estrema e criminale. Osservando questa foto mentre ascoltiamo l’album dei Litfiba, forse, saremo in grado di percepire la disperazione di un intero popolo abbandonato, oltre che dagli altri uomini, anche da Dio.

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