La Juventus pareggia a Bologna, offrendo al Napoli la possibilità di tornare in testa alla classifica.
Al San Paolo arriva il Milan: la squadra rossonera che nel maggio 1988 superò i partenopei in classifica, volando verso la conquista dell’undicesimo scudetto della sua storia, è un ricordo sbiadito. Gli azzurri comandano il gioco con palleggio veloce e manovra arrembante contrastata, però, da 9 maglie rossonere schierate dietro la linea della palla a protezione dell’estremo difensore Donnarumma.
Ripartenza è la parola d’ordine che Mihajlovic ha inculcato nella mente dei suoi calciatori sfruttando, poi, la velocità di Niang che al 6’ si imbatte nel muro Koulibaly e le incursioni di Bonaventura che al 9’ trova l’opposizione di Albiol.
Sono queste le uniche due occasioni (se così le vogliamo chiamare) del Milan, i successivi 80 minuti sono un monologo napoletano.
Higuain, ingabbiato dai difensori avversari, inventa: al 15’ una pregevole combinazione con Callejon è vanificata da Insigne che manda il pallone alle stelle.
Poco dopo è ancora il Pipita a cercare la rete, ma il suo tiro viene smorzato da Zapata (19’).
Sul finire del primo tempo è un assedio azzurro, Callejon prova la conclusione dal limite dell’area ma la palla è troppo centrale. Al 35’ ancora lo spagnolo ad un passo dalla rete, spedisce clamorosamente a lato.
Il vantaggio azzurro è solo rimandato: è Insigne a rompere il catenaccio rossonero con un destro a giro, leggermente deviato da Abate, che si infila all’angolino. Vantaggio Napoli, 1-0!
Ma la festa azzurra dura poco! Una deviazione (del maestoso Koulibaly) favorisce, stavolta, Bonaventura che sorprende Reina e riporta il risultato in parità.
Il risultato sì, perché sul piano del gioco prevale, anche nella seconda metà di gara, la squadra partenopea.
Mister Sarri cerca di demolire il muro eretto dagli avversari inserendo Mertens, Gabbiadini ed El Kaddouri. Il belga riesce ad inserirsi in area e supera Donnarumma, ma il palo gli nega la gioia del goal (66’).
Il pericolo è costante, Mihajlovic sceglie di inserire un altro “difensore”, Balotelli, (87’) e, quando El Kaddouri all’ultimo secondo divora il goal del raddoppio regalando palla a Donnarumma, l’obiettivo è raggiunto. Guadagnare anche un solo punto è motivo di orgoglio per questo Milan (e se queste sono le premesse, lasciate la Champions a chi davvero la merita). Guadagnare un solo punto genera rammarico, invece, per questo Napoli che offre spettacolo, domina il campo in lungo ed in largo, ma non riesce a superare l’ostacolo.
La distanza tra gli azzurri e la vecchia signora resta invariata, ma qualcosa deve cambiare.
Il Napoli deve convincersi che lo scudetto non è un sogno e che questa passione è “cchiu forte ‘e na catena!”.

Rispondi