Screenshot 2Jorge Lorenzo vince sul tracciato di Montmelò riuscendo a calare il primo poker nella sua carriera e a raggiungere Rossi nella classifica piloti. Alla partenza si impadronisce della prima posizione e non la lascia fino allo spegnimento dei semafori, amministrando con una calma magistrale tutti i suoi avversari.  Sin dalla partenza cerca la sua consueta fuga, ma questa volta non riesce e deve fare i conti prima con Marquez e poi con Rossi. Ormai è chiaro che Lorenzo corre per vincere il titolo e, se riesce a mantenere la lucidità dimostrata oggi, ha moltissime probabilità di essere il prossimo campione del mondo. Però non bisogna scordarsi che al momento il suo avversario principale è Valentino Rossi. Il Dottore come sempre arranca in qualifica (solo 7° in questa gara) mentre in gara è veloce e costante, permettendogli ottimi recuperi. Sfortunatamente, per questa volta, non è bastato contro un super Lorenzo e si è dovuto accontentare del 2° posto. Sul gradino più basso del podio ritroviamo, con piacevole sorpresa, Dani Pedrosa, ma i 19 secondi di distacco dalle due Yamaha riflettono in pieno la crisi in casa Honda. Quest’anno la scuderia nipponica non è riuscita a replicare una moto all’altezza dell’anno scorso, rendendo il campionato un affare da discutere solo tra le due Yamaha. La poca competitività dell’Honda, forse, è uno dei tanti fattori dell’attuale crisi del campione in carica, Marc Marquez.  Lo spagnolo cade al 3° giro cercando un sorpasso abbastanza nervoso su Lorenzo e perde, definitivamente, la rincorsa al titolo. Solo lo scorso anno Marquez in Spagna siglava la sua settima vittoria consecutiva mentre quest’anno deve fare i conti con qualcosa che non gli era familiare: la sconfitta. Male la Ducati, che non riesce a esprimere al massimo il suo potenziale su questa pista. Dovizioso cade al 6° giro, intascando due ritiri consecutivi mentre Iannone, partito 12°, recupera fino al 4° posto riuscendo a scalvare il compagno di squadra e ottenere la terza posizione nella classifica piloti. Un buon recupero quello della Ducati n° 29 ma, in questa circostanza, è stato aiutato (non poco) dalle innumerevoli cadute. Molti piloti hanno fatto i conti con questo strano asfalto della pista spagnola, completamente diverso da quello del Mugello. Ormai le forze in campo sono ben delineate e difficilmente cambieranno, ma la bellezza di questo sport è che anche con queste condizioni, lo spettacolo non cederà il posto alla noia. A noi non resta che aspettare Assen per goderci nuovamente questi supereroi piegati a 60°. 

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