La lotta per il mondiale tra Rossi e Lorenzo continua senza esclusioni di colpi ma ormai mancano pochissime gare alla fine di questo campionato, che non ha ancora scelto un vincitore. Dopo due gare in caduta libera, Lorenzo riesce a firmare nuovamente il podio e rattoppare leggermente lo svantaggio da Rossi. Lo fa alla sua maniera: conquista la prima posizione e scappa grazie a una serie di giri a ritmo di qualifica, per poi amministrare saggiamente il suo vantaggio. Inizialmente la sua gara non sembrava così facile, aveva un Marc Marquez affamato di vittoria incollato ai suoi tubi di scarico, ma la foga dello spagnolo dell’Honda lo tradisce nel peggior modo. Alla curva 12 sul circuito di Aragon perde l’anteriore e scivola nella ghiaia, regalando ad un imprendibile Jorge una vittoria “facile”.

Mentre il maiorchino si godeva la sua solitaria volata, dietro di lui, a 3 secondi di distanza, si forma un terzetto composto dalla seconda Honda di Pedrosa, dalla Yamaha di Rossi e dalla Ducati di Iannone. I tre, per più di un quarto di gara, sono rimasti uniti, uno era l’ombra dell’altro, finchè Iannone, stanco fisicamente per il suo problema alla spalla, comincia a perdere qualche decimo a giro. Il trittico diventa un semplice duetto che comincia a dar gas alle moto e girare a ritmo di qualifica. Studiano i loro punti deboli per quasi tutta la gara. L’Honda vantava una miglior trazione e una velocità di punta capace di far spaventare una Formula 1, mentre la Yamaha aveva una migliore percorrenza di curva, riuscendo a scivolare e chiudere la traiettoria nello stesso momento. Si potrebbe dire che, in un circuito stretto come quello di Aragon, l’Honda avesse in mano la combinazione esatta, ma in MotoGP la moto a questi livelli non conta come il pilota. A cinque giri dalla fine lo spettacolo ha inzio: Rossi da un primo accenno di sorpasso, mostrando a Pedrosa il suo intento di rubargli la posizione, ma l’iberico ha deciso di vendere cara la pelle. Un susseguirsi di sorpassi e controsorpassi, incroci di traiettoria portano all’ultimo giro con lo spagnolo sempre in testa e il cuore dei tifosi a mille. Rossi prova il tutto per tutto, riesce a superarlo nuovamente, sembra quasi fatta, ma Pedrosa lo sorprende con una staccata al limite dell’umano. Ormai sembrava finita ma l’italiano ci riprova a pochi metri dal traguardo ma la Yamaha deve arrendersi al motore Honda, che lo distacca con tutta la scia. Cinque giri che valgono tutta la corsa, cinque giri a contare i battiti del cuore.

 

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