Una gara strana con un inusuale ed inedito podio è la prima cosa che viene in mente pensando al Gran Premio di Misano e della Riviera di Rimini 2015. La pioggia gioca un brutto scherzo, bagna l’asfalto per pochi giri e costringe i piloti a cambiare per ben due volte le moto. Un vero e proprio rebus da risolvere è stata la gara e Marquez, prendendo tutti in contropiede, vince per la prima volta sul circuito dedicato a Marco Simoncelli. Un’ottima gara da parte dello spagnolo dell’Honda che per ¾ dei giri ha combattuto con Rossi e Lorenzo in una gara di nervi freddi.  Ma a differenza loro, riesce a cambiare la moto da bagnato ad asciutto nel momento giusto e risolve nel miglior modo il rebus di questa gara.
Diversa strategia per i piloti Yamaha. Rossi, credendo in un ritorno della pioggia, cerca di finire la gara con le gomme rain ma a pochi giri dalla fine, con l’asfalto asciutto e con l’aumento delle temperature, è costretto anche lui al secondo cambio moto e viene catapultato direttamente in 5° posizione. Un podio sfumato per un ritardo nella strategia di un paio di giri, ma il vero perdente di questa giornata è nuovamente Jorge Lorenzo. Lo spagnolo il sabato aveva firmato una pole straordinaria e nelle prove libere aveva un passo superiore a tutti, ma come a Silverstone non riesce a concretizzare. Dopo la pioggia, con la pista asciutta, segue Rossi con le rain, cercando di copiare la sua strategia ma la gomma si deteriora più velocemente, perdendo metri preziosi dalla Yamaha rivale e senza aspettare il suo compagno di squadra, a 7 giri dalla fine rientra. Casualità vuole che pochi metri dopo l’uscita dai box Lorenzo cade, le sue gomme soft erano ancora molto fredde e di conseguenza grazia e regala un vantaggio enorme a Rossi e alla sua sbagliata strategia. Altri 11 punti da recuperare per vincere il mondiale, fattibilissimo per un pilota come Jorge, ma in MotoGP è abbastanza difficile fare prognostici, soprattutto a questi livelli. 
Primo podio per Bradley Smith e Scott Redding. L’inglese della Yamaha prova una strategia quasi suicida ma che lo ripaga fino all’ultimo rischio. E’ stato l’unico pilota a non cambiare moto, correndo solo con le gomme da asciutto, riuscendo a recuperare tantissimi secondi nell’ultima parte di gara. Diverso il podio di Scott Redding, combattuto fino all’ultimo giro con Loris Baz, ex pilota motobike. Entrambi adottano una strategia perfetta, cambiando moto nel momento giusto, segno di un’ottima visione di gara e con grande merito si ritrovano nelle posizioni di testa, ricordando, che a differenza della Formula 1, l’ultima decisione spetta solo ed esclusivamente al pilota e non al muretto. 
Male le Ducati, una gara difficile per loro. Non avevano un buon ritmo, e nonostante il bagnato, il loro punto forte da sempre, non riescono a farsi valere contro gli avversi. Un grande rammarico è stato non vedere correre Pirro, collaudatore Ducati, che alla sua prima gara riesce a porsi con prepotenza in griglia di partenza avanti ai piloti ufficiali, ma alla partenza la moto crea problemi e da lì seguono tutte le sue sciagure che non gli permetteranno di finire la gara. 

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