La Juventus è favorita per il titolo, i bianconeri hanno un organico superiore al Napoli, Dybala è paragonabile ad Higuain: fiumi di parole che il risultato del match sembra confermare, ma i 90 minuti no! La gara tra le due squadre migliori di questo campionato si è svolta sul filo del rasoio, in continuo equilibrio. La parola d’ordine è stata la tattica che ha annichilito lo spettacolo, ha placato gli animi delle due tifoserie ed ha mostrato, una volta di più, che Napoli e Juventus si contenderanno lo scudetto fino alla fine. Ma veniamo alla partita: gli azzurri non si sono lasciati intimorire dalla bolgia bianconera dando vita, sin dai primi minuti, ad un vortice di passaggi che, terminato sui piedi di Higuain-Insigne-Callejon, non ha avuto la forza necessaria per superare la rete difensiva imbastita da mister Allegri. I padroni di casa hanno risposto sfruttando la velocità di Cuadrado e la potenza di Pogba, ma le loro conclusioni non hanno mai realmente impensierito l’estremo difensore azzurro. Al 34’ minuto è il cuore dei napoletani a sobbalzare: Allan disegna un cross perfetto deviato miracolosamente da Bonucci, prima che il Pipita potesse concludere in rete. Dopo pochi minuti, un traversone di Callejon cerca ancora Higuain nel cuore dell’area bianconera, ma si perde sul fondo (37’). Nella ripresa, è la Juventus a sbilanciarsi senza però offendere: il lancio di Khedira trova Evra, ma il pallone termina alto (50’). Stessa sorte per il tiro del “temutissimo” Dybala perfettamente servito da Pogba (62’). Sarri ed Allegri cambiano le carte in tavola, Insigne e Morata lasciano spazio a Mertens e Zaza ed è proprio il numero 7 bianconero a trasformarsi in un jolly, a stravolgere il finale di una gara per nulla entusiasmante: all’88’ il suo tiro “innocuo” è assistito dalla dea bendata e si insacca alle spalle di Reina. La dura legge del goal, cantavano gli 883! La Vecchia Signora supera così il Napoli e conquista la vetta della classifica. Questo è quello che conta sì, ma se la superiorità dei bianconeri non è emersa prepotentemente come in passato, se le convinzioni di questo Napoli non saranno minimamente scalfite da questo risultato beffardo, se gli occhi umidi del Pipita si tramuteranno in caparbietà, forza e voglia di vincere, cosa volete che sia un punto? Lo sanno bene i napoletani che abbracciano la squadra di ritorno da Torino, seguendo il consiglio del buon Renato: “Stringimi forte, che nessuna notte è infinita!”

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