Come un film in bianco e nero riporta la mente ad epoche passate, così la difesa azzurra vista nel match contro l’Udinese ci fa tornare all’epoca Beniteziana: attacco infallibile e difesa inguardabile.
Tre le reti subite dai partenopei, tre i regali che la retroguardia napoletana confeziona per i padroni di casa che sentitamente ringraziano.
Al 12’ Koulibaly stende in area Badu: Gabriel, chiamato a sostituire Reina, intuisce le intenzioni di Fernandes, ma la palla termina in rete ed è vantaggio bianconero!
Al primo schiaffo il Napoli sembra poter reagire trascinato dalla potenza del suo uomo migliore, il Pipita che, dopo 10 minuti, lancia un missile verso la porta di Karnezis e brucia la rete! 30 (goal) e lode, con applauso del pubblico pagante!
La gioia dei napoletani dura poco, perché l’arbitro Irrati concede un altro rigore (25’), sanzionando il fallo generoso di Ghoulam su Widmer: questa volta però Gabriel si erge ad angelo custode della porta azzurra e para il rigore di Fernandes.
Il Napoli prova a ribaltare il risultato prima con Callejon che elude la trappola del fuorigioco creata dai bianconeri, ma solo davanti a Karnezis, non riesce a superarlo (31’), poi con Higuain che tira a giro da fuori area, ma la palla si perde sul fondo (36’).
Ma non c’è due senza tre, ed ecco che tornano i fantasmi a seminare il panico nella retroguardia partenopea. Il protagonista è ancora Gabriel che si trasforma da angelo in demone, da salvatore della patria in acerrimo nemico: si fa perdonare da Fernandes lasciandolo solo davanti alla porta sguarnita e regalando, di fatto, il vantaggio agli avversari (46’).
Non finisce qui, perché anche nella ripresa il Napoli è debole, stanco e cade ancora: è Thereau a sferrare il colpo finale accompagnando in rete il cross di Widmer (55’).
Arriva la mezzanotte, cala il sipario quando Higuain reagisce ingenuamente alla provocazione subdola e quanto mai inutile di Danilo, Irrati non perdona e lo manda anzitempo negli spogliatoi.
È negli occhi del Pipita la delusione, lo sconforto, la paura di non riuscire più a raggiungere l’obiettivo scudetto.
Sì perché, a sette giornate dalla fine del campionato, la Juventus è lontana sei lunghezze, consapevole della propria forza, assistita da un pizzico di fortuna (se così la vogliamo definire). Il Napoli è apparso stanco, nervoso, sconfitto da un avversario modesto (che alla vista dell’azzurro riprende a respirare e vincere) e costretto, per un impeto di rabbia (in altri contesti compreso e giustificato), a fare a meno del suo goleador.
Non è questo, però, il momento di abbandonare il campo, di arrendersi! Gli uomini di Sarri dovranno riacquistare le forze e battersi fino alla fine per realizzare un sogno, con la consapevolezza che il campionato non terminerà senza applausi.

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