Chi si attendeva un pronto riscatto dopo la nefasta eliminazione dall’Europa League per mano del Dnipro è stato accontentato a metà: quella contro il Cesena è stata, difatti, l’ennesima riprova di un Napoli ancora convinto che per raggiungere il massimo risultato basti il minimo sforzo. Nel campionato italiano, invece, sappiamo che le cose vanno un po’ diversamente (sebbene anche il Dnipro non ha scherzato affatto in quanto a difesa coriacea ed arcigne marcature) e così, pronti via, al primo affondo il Cesena si ritrova davanti grazie ad un giovanissimo attaccante di 23 anni, Defrel, che dal limite fa secco indisturbato Andujar già al 15’. Passano appena 360 secondi e il Napoli ribalta la partita: tutto merito di Mertens, che prima al minuto 19 sfrutta un tiro sbilenco di Callejon per concludere a rete, e poi regala a Gabbiadini l’assist per il momentaneo sorpasso – l’ex doriano, ben piazzato e puntuale nell’inserimento centrale da centravanti puro, segna così il suo ottavo gol con la casacca azzurra e il centesimo stagionale per il Napoli. Forte del vantaggio acquisito, gli uomini di Benitez (squalificato, al suo posto in panchina il vice Pecchia) tirano i remi in barca, limitandosi ad alcune fiammate dei soliti Hamsik e  Mertens, e puntuale arriva il gol della beffa: ancora Defrel sigla il pareggio, lasciato liberissimo dai mediani partenopei, insaccando su cross di Volta quando il cronometro segna il minuto 45+2. Alla ripresa delle ostilità è ancora il numero 14 azzurro a far male: dalla destra, infatti, al 55’ si incaponisce nel tiro ignorando il meglio piazzato Gabbiadini; ma sono soltanto le prove generali del gol, che arriva due minuti più tardi grazie alla collaborazione di Marek Hamsik: scambio stretto tra i due dopo un rimpallo fortunoso e destro che si insacca sul palo più lontano. Incassato il 3-2, i bianconeri non rialzeranno più la testa fin a quando Brienza, con una rovesciata da album Panini, al 63’ impensierisce l’estremo difensore azzurro impegnandolo in una parata goffa ed incerta, ma che assicura al Napoli i tre punti. Il risultato, tuttavia, non consoli: il Napoli ha la peggior difesa delle prime nove squadre della classifica (47 i gol subiti, contro i 21 della Juventus capolista), la turnazione dei titolari ha evidenziato ancora una volta forti limiti di una rosa non adatta a competere su più fronti (dei lungodegenti De Guzman, Zuniga, Michu ormai non si ha nemmeno più notizia, mentre di Duvan è desaparecido dalla partita col Parma), ed infine si sono palesati soliti limiti di carattere e mentalità. Un peccato originale, questo del carattere, la  cui cancellazione non passa attraverso i piedi degli uomini più rappresentativi (Albiol e Callejon ancora una volta abulici nell’approccio al match ne sono l’esempio più fulgido) e ciò rischia di compromettere il cammino del Napoli verso la conquista del terzo posto: ora serve fare risultato pieno contro Juventus e Lazio, sperando che entrambe abbiano la testa alle rispettive finali di Champions League e TIM Cup al punto da mettere il campionato un po’ da parte. La volata all’Europa che conta è partita, e mancano appena due curve: al traguardo conosceremo il futuro del Napoli, sapremo se ci sarà ancora Rafa Benitez come allenatore, e quali dei campioni in rosa andranno via.

Rispondi