Quando il gioco si fa duro, i campioni iniziano a giocare. E si era fatta proprio dura per il Napoli, che a freddo incassa da Kuranyi la rete del vantaggio russo, prima che l’uragano Higuaìn si abbattesse con una tripletta sui sogni qualificazione della Dinamo Mosca. Pronti via, e al secondo minuto di gioco la solita amnesia difensiva dei partenopei su calcio d’angolo, consente a Kevin Kuranyi di staccare di testa indisturbato e trafiggere Andujar. Nonostante lo svantaggio, gli uomini di Benitez iniziano a macinare gioco lentamente a causa di un Callejon che offre scarsa profondità alle giocate in attacco, nonché di un De Guzman con poco mordente negli inserimenti e poco lucido nel dettare l’ultimo passaggio al Pipita. Al 25’ il Napoli preme sull’acceleratore e fa male: Higuain impatta di testa un cross di Ghoulam proveniente dalla trequarti e non lascia scampo al portiere Gabulov; mentre un Mertens ispiratissimo si procura cinque minuti più tardi il rigore realizzato ancora dal Pipita. Con una conclusione forte e centrale, Gonzalo realizza il suo secondo gol consentendo al Napoli di mettere la freccia e di superare una Dinamo Mosca che sin lì aveva prodotto la pochezza di due tiri in porta, nessun pressing e una manovra basata solo su ripartenze nate da errori d’impostazione del Napoli. Il secondo tempo si apre, poi, con l’immediata espulsione per somma di ammonizioni per il russo Zobnin, che entra duro su Ghoulam e merita di lasciare anzitempo il terreno di gioco. Ma al 55’ è ancora Higuaìn a prendersi la  scena: un cross del solito sgusciante Mertens viene sporcato in area quel tanto che basta da De Guzman per addolcire la traiettoria del pallone, questo viene addomesticato di petto dal Pipita e spedito alle spalle del portiere russo con una mezza girata al volo angolata e potente. L’hat trick dell’argentino consegna il match nelle mani del Napoli, che al ritorno in Russia, avrà un rassicurante vantaggio da sfruttare per giocarsi il passaggio agli ottavi. La restante porzione di partita è un monologo azzurro, con i partenopei che stazionano costantemente negli ultimi quindici metri della Dinamo Mosca ma Mertens (61’), Callejon (63’), ancora Higuaìn (69’), e poi De Guzman (70’) non affondano il colpo del definitivo k.o.  che avrebbe messo in ghiaccio la qualificazione. Al minuto 83 ci prova ancora Mertens, dopo un “dai e vai” al limite dell’area con Hamsik, ma il suo tiro si spegne sul fondo perché troppo angolato. I russi si affacciano dalle parti di Andujar solo all’86’ con una punizione finita ampiamente a lato della porta napoletana. L’andata di questi ottavi di E.L. ci consegna quindi un Napoli in grado di imporre la propria idea di gioco e sfruttare i punti deboli delle proprie, sinora modeste, avversarie ma che non può dormire ancora sonni tranquilli. Il 3-1, tuttavia, dovrà essere difeso strenuamente in Russia, dove il Napoli troverà uno Stadio Dinamo infuocato e pronto a far tremare agli azzurri. A tal fine, già questa domenica, servirà non faticare troppo in campionato contro l’Hellas Verona (inizio ore 18). Non occorrerà di certo un’impresa, visto che la squadra di Mandolini non naviga in buone acque, ma guai a sottovalutare i clivensi: questi sono infatti reduci da tre risultati utili consecutivi e da due ottimi pareggi con Roma e Milan. Questo tour de force di gare ogni tre giorni (dopo la sfida con l’Hellas, ci sarà il ritorno contro la Dinamo Mosca e il match casalingo con l’Atalanta), accompagnerà gli azzurri fino al 21 Marzo, data di una sosta quanto mai utile a ristorare mentalmente e fisicamente la truppa partenopea.

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