Si è conclusa col risultato di 1-1, l’andata della semifinale della TIM Cup tra Lazio e Napoli. Un ottimo pareggio per i partenopei, che in casa potranno giocare la gara di ritorno avendo a disposizione due risultati su tre. Nonostante si siano affrontati il secondo ed il terzo attacco più prolifico della Serie A, nonché due delle difese più ballerine del torneo, lo striminzito risultato finale è una sintesi fedele di un match all’insegna dell’equilibrio, ma giocato con intensità dalle due compagini. A regalare la prima emozione, però, ci pensa la squadra di casa grazie al Kaiser Klose, che, su calcio d’angolo, svetta più in alto di tutti in area di rigore napoletana, ma il pallone si stampa sul palo alla destra di Andujar: all’ottavo minuto emergono già tutti i limiti tecnici dei partenopei su palla inattiva. Successivamente, gli azzurri iniziano a dare segnali di vita. I primi tentativi di dialogo tra Mertens, Gabbiadini ed Higuain, oltre che con le prime incursioni di Gholuam sulla sinistra, producono tre limpide occasioni da gol: Gabbiadini al 18’, dopo un bello stop in area, calcia in torsione, ma Berisha controlla un tiro poco angolato e debole; mentre al 20’ e al 27’ è il Pipita Higuain a tentare la via del gol, prima con una bella conclusione da fuori, deviata in corner dall’estremo difensore laziale, e poi, sbucando da sotto le foglie nell’area piccola, con una debole deviazione su un cross di Mertens proveniente da sinistra. La Lazio risponde al 28’ con Parolo, che raccoglie un pallone vagante all’altezza del dischetto, ma spara incredibilmente alto. Tuttavia, mentre il Napoli prendeva coraggio a giocare palla a terra, arriva il vantaggio laziale: Klose al 33’ buca Andujar e fa esplodere l’Olimpico. L’azione, nata da un appoggio errato di Inler a Gabbiadini, è tutta di Felipe Anderson, che dopo una corsa in solitaria fino alla trequarti, serve a Miroslav Klose un assist invitante quanto un cioccolatino da scartare. La reazione del Napoli è solo il tiro da distanza siderale di Albiol al minuto 39, conclusione velleitaria che non impensierisce Berisha. Al 44’ è ancora la Lazio a sfiorare il gol del k.o. prima con Klose e poi con Parolo, i quali in un’unica azione concludono a botta sicura incontrando le opposizioni rispettivamente di Andujar (miracoloso nell’occasione) e di Britos, che salva a porta sguarnita. Nella ripresa il Napoli scende in campo per far sua la partita e si vede: prima una traversa di D. Lopez quando l’orologio segna il minuto 49, e poi il tiro (deviato) di Gabbiadini che impegna seriamente Berisha, sono il preludio al gol. Questo arriva puntuale al 57’, quando Mertens disegna un tracciante su cui si avventa Higuain, inseritosi fulmineo tra i due centrali laziali: una carezza ad addomesticare il pallone all’interno dell’area,  finta di corpo a costringere l’estremo difensore biancoceleste all’uscita disperata, preciso assist al centro per l’accorrente Gabbiadini che insacca di tap in. Come successo nel primo tempo, la squadra di Pioli dopo il gol lascia completamente l’iniziativa agli uomini di Benitez, cercando di giocare di rimessa per gestire le energie ridotte al lumicino dei vari Cataldi, Basta e Parolo. Con la Lazio un po’ remissiva ed in debito d’ossigeno e di idee, verso la seconda mezz’ora di gioco, Klose cerca di scuotere i suoi con una sassata centrale che non impegna particolarmente Andujar. Solo verso il finale la partita si incattivisce, con Gabbiadini, Albiol, Inler, Klose che si buscano un’ammonizione per una serie di entratacce dettate più dalla stanchezza che dall’agonismo. Nel finale, Radu e Berisha sventano due tiri di De Guzman ed Inler indirizzati in fondo al sacco. Un pareggio che vale oro e rimanda ogni discorso di qualificazione al S. Paolo. Sarà nelle mura amiche di “casa”,che il Napoli tenterà di agguantare per la seconda volta in due anni la finale di Coppa Italia.

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