Il Napoli delle seconde linee batte in scioltezza un mai pericoloso Brugge grazie al primo gol in maglia azzurra di Chiriches in gare ufficiali. Tre punti facili ma significativi per la stagione dei partenopei.

La partita. In un Jan Breydel Stadium blindato e senza tifosi per il rischio attentati, D. Lopez non capitalizza al 12’ una bella progressione palla al piede spedendo la sua conclusione mancina sull’esterno della rete. Non sbaglia invece Chiriches, che sigla il gol vittoria con una volée di destro su calcio d’angolo di Valdifiori (41’). Il Brugge è solo il pericoloso tentativo di Izquierdo, che al 74’ soffia il pallone al centrale rumeno, si invola verso la porta di Gabriel e conclude con una soluzione a metà tra un cross ed un tiro. Le repliche azzurre portano la firma di Callejon (tiro a giro finito alto al 64’) e Hysaj, che a meno cinque dal termine fallisce a tu per tu col portiere avversario la rete del raddoppio.

Al di là del risultato. Con in tasca già il primo posto nel girone, Sarri gioca a scomporre, ricomporre e reinventare la squadra che avrebbe dovuto affrontare l’innocuo Club Brugge. Con Reina, Albiol, Jorginho ed Higuain rimasti a Napoli per rinfrancarsi in vista della sfida di lunedì sera contro l’Inter, Insigne bloccato all’ultimo momento da un lieve risentimento al polpaccio e la coppia Gabbiadini-Mertens in infermeria, spazio agli esordienti Gabriel e Chalobah, all’esperimento di Callejon in posizione di falso nueve con Hamsik dirottato a fare l’esterno d’attacco, ed alle affidabili seconde linee D. Lopez, Strinic, Valdifiori, Maggio, El Kaddouri. L’invasivo turnover, se da un lato ha sì minato la fluidità della manovra partenopea (non è un caso che il gol sia maturato su palla inattiva), dall’altro non ha inciso però sul risultato: il Napoli vince e fa cinque su cinque in EL detenendo la miglior difesa del torneo con appena un gol subito. Ma c’è molto, molto di più. La vittoria passa infatti in secondo piano se la si considera figlia di una mentalità vincente finalmente acquisita dalla squadra, con ogni calciatore pronto ad offrire il proprio contributo in linea con le direttive del tecnico: e per i veterani, che hanno accettato un “riposo precauzionale” o una nuova collocazione tattica, e per gli esordienti, ai quali invece è stata richiesta una prova di maturità superata a pieni voti, Sarri è guida, anima, cuore del progetto Napoli. Un tale livello di coesione e determinazione mai si era raggiunto nell’era De Laurentiis.

Il ragazzo si farà. Nathalien Chalobah, 20 anni, centrocampista. Sono bastati pochi minuti e qualche giocata per intuire il talento di questo giovane inglese di origini sierraleonesi: corre, contrasta, abile nel palleggio, non disdegna il lancio lungo per le punte né tantomeno gli inserimenti da mezz’ala pura. Ci hanno visto giusto i talent scout del Chelsea e ancor di più Giuntoli, che lo ha voluto fortemente all’ombra del Vesuvio quest’estate. Chiaramente non può garantire il rendimento di Hamsik o Allan, e quindi sarebbero graditi interventi sul mercato in questo senso per non esporre il ragazzo ad indebite pressioni o figuracce. La prova di Gabriel, invece, non è giudicabile. Per lui, che non ha compiuto alcun intervento di rilievo e nessuna sbavatura, la vera scuola è quella degli allenamenti al fianco di Pepe Reina, da cui dovrà apprendere l’abilità a comandare la difesa e le doti carismatiche. Seppur destinati a tornare a fine prestito rispettivamente al Chelsea e al Milan, la speranza è che il Napoli abbia la forza e la bravura di trattenere questi due talenti.

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