Nessuna sorpresa tra Napoli e Wolfsburg. Dopo aver staccato il pass qualificazione già in terra tedesca, il pareggio per 2-2 del San Paolo, nonostante un primo tempo colpevolmente concesso agli avversari ed una seconda frazione giocata in maniera più arrembante, fa approdare gli azzurri ad una semifinale europea attesa all’ombra del Vesuvio per 26 lunghissimi anni. Il copione era già praticamente scritto: alle  vibranti sfuriate offensive del Wolfsburg, disperatamente proteso a recuperare il risultato, il Napoli avrebbe dovuto rispondere con solidità difensiva e lucidità nelle ripartenze. Pronti via e al 1’minuto Andujar è provvidenziale su Perisic, che con una deviazione volante impegna il portiere argentino a compiere un miracolo che salva il risultato. Il Napoli fa fatica, stretto nella morsa dei due esterni d’attacco biancoverdi e imbavagliato dalla manovra avvolgente ma poco efficace dei tedeschi, che porta prima Bendtner (32’) e poi ancora Perisic (41’) a sfiorare il gol. Il ruggito del “Pipita” Higuaìn al 44’, con una bella mezza girata al volo di sinistro finita però fuori, fa calare il sipario su una prima metà gioco tutt’altro che esaltante e bella da vedere. Nella ripresa è tutta un’altra storia. Benitez arretra di qualche metro Higuaìn consentendo agli esterni di trovare maggiori spazi per inserimenti mortiferi, e così l’argentino si trasforma in uomo assist mentre Callejon e Mertens si divertono a fare i cecchini: al 50’ Calletì, al primo gol in Europa LEague e al terzo nelle ultime quattro gare, sfrutta un illuminante lancio del numero 9 azzurro per concludere a rete e battere Benaglio (messo fuori causa però da una deviazione beffarda), e poi al 65’ il folletto belga trasforma ancora un suo assist nel 2-0 che chiude definitivamente ogni discorso qualificazione. Ma i “lupi di Germania” sono tutt’altro che tramortiti, dato che nel giro di 120 secondi realizzano ben due gol, entrambi di testa, con Klose al minuto 71 sugli sviluppi di calcio d’angolo, e con Perisic al 73’ che anticipa di netto  Mesto prendendolo d’infilata alle spalle. Il baricentro basso della squadra azzurra, a seguito delle uscite di Hamsik ed Higuaìn, facilita il possesso palla del Wolfsburg che, tuttavia, arriva pericolosamente alla conclusione solo a tempo ormai scaduto con Caligiouri. Oggi dall’urna di Nyon sapremo quale squadra tra Fiorentina, Siviglia e Dnipro il Napoli sarà chiamato a disputare la semifinale di Europa League (andata il 7 Maggio, ritorno il14). Certo, le preferenze convergono sulla più abbordabile squadra ucraina, ma i numeri dicono che il Napoli non deve temere né la viola né la più blasonata squadra spagnola, detentrice del torneo: gli azzurri, sin a questo punto della manifestazione, hanno segnato la bellezza di 25 gol incassandone solo 7 e in casa non perdono  da 12 gare europee di fila (l’ultima sconfitta risale al match contro il Viktoria Plzen sotto la gestione Mazzarri: era il 2013 e finì 0-3, ndr). Numeri, risultati, cabala, entusiasmo, scaramanzia, esaltazione: c’è davvero tutto per tentare di riscrivere la storia, raggiungere la finale di Varsavia e vincerla.

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