Missione compiuta! Il Napoli conquista la terza vittoria consecutiva in campionato facendo a pezzi la Sampdoria di Sinisa Mihajlovic. Non c’è stata mai partita, dato l’imbarazzante dominio tecnico-tattico degli azzurri, nonostante un maldestro autogol di Albiol al 12’ abbia messo subito in salita il match. Gli uomini di Benitez, però, non si scompongono ed iniziano a prendere a pallate la porta blucerchiata: tra il 16’ ed il 19’, il tiro di Callejon deviato da Viviano in calcio d’angolo ed il gol annullato (ingiustamente) ad Insigne per un inesistente fuorigioco di partenza di Calletì sono il preludio ai gol del sorpasso griffati Gabbiadini ed Higuaìn. Il primo al 31’ sfrutta una leggerezza del portiere avversario, che si lascia passare sotto le gambe il più facile dei tiri, mentre il secondo con una bordata dal limite, che si infila all’altezza del secondo palo, conclude una pregevole azione impreziosita dal tacco ancora di Gabbiadini. Il primo tempo si conclude così, con una rimonta completata, una percentuale di possesso palla ben oltre il 60%, 16 tiri in porta contro i 2 della Samp ed un gioco spettacolare che non si vedeva dalle notti magiche di Champions dello scorso anno. E forse proprio il sapore dell’Europa che conta ha fatto tornare ad Insigne l’estro dei giorni migliori, visto che al 47’ riconquista palla, si invola verso l’area di rigore avversaria e scaglia poi un tiro a giro su cui Viviano nemmeno accenna l’intervento. Il suo è un gesto tecnico di rara bellezza, che fa esplodere il San Paolo e scoppiare in lacrime lo scugnizzo di Frattamaggiore, che suggella la sua  prima gara da capitano con una rete da cineteca. Anche nella ripresa è monologo Napoli e prima del rigore del 4-1, segnato da Higuaìn ma conquistato da Marek Hamsik, Viviano è bravo a disinnescare una bomba dalla distanza di David Lopez ed a compiere due autentici miracoli su Duvan prima (deviando di piede una sua conclusione al minuto 87’) e su Hamsik al 93’ inoltrato. Nel mezzo, la grande conclusione da fuori area di Muriel, che all’88’ scaglia alle spalle di Andujar una sassata su cui il portiere azzurro nulla può, siglando il definitivo 4-2. Non c’è molto da aggiungere a questa ennesima prestazione maiuscola degli azzurri. Gli inequivocabili segnali di ripresa visti già nella gara contro la Lazio dell’8 Aprile in Coppa Italia si sono manifestati a pieno nella sfida di ieri, durante la quale il Napoli ha giocato la partita perfetta, impressionando per compattezza dei reparti, equilibrio tattico, brillantezza atletica, varietà di soluzioni di gioco adottate a gara in corso. Interessanti anche i movimenti e le azioni generate dal ritorno di Insigne a sinistra e dall’inserimento di Gabbiadini dietro la punta: le movenze da prima punta del numero 23 azzurro consentono ad Higuaìn, finalmente, di svariare lungo tutto il fronte d’attacco per poi decidere se accentrarsi e concludere (come in occasione del suo primo gol) o rimanere largo e tentare l’assist per i compagni; mentre della rapidità e della resistenza di Insigne ne ha beneficiato il centrocampo, bravissimo Lorenzo ad anticipare spesso le idee dell’avversario in possesso del pallone, ed al tempo stesso l’attacco, divenuto ancor più imprevedibile. Da ultimo, ragionino bene i detrattori di Benitez: quella di ieri sera è stata una lezione di calcio impartita a Mihajlovic, che i più vedrebbero meglio dello spagnolo sulla panchina del Napoli, e che è stato surclassato sul piano della strategia, della mentalità e del gioco. Un allenatore che rinuncia così sfacciatamente a giocarsi la partita contro una diretta pretendente all’Europa, può essere considerato un allenatore da Napoli?

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