Non c’è stata storia al San Paolo, tra Napoli e Legia Varsavia. Un rotondo 5-2 proietta gli azzurri ai vertici del calcio europeo e scrolla loro di dosso i fantasmi di Bologna. Ora la parola passa all’urna di Nyon.

La partita. Pioggia di gol su Fuorigrotta, a bagnare l’ultimo atto della truppa partenopea nel gruppo D. Inizia Chalobah, che al 32’ attacca bene la profondità e sigla il suo primo gol in maglia azzurra con una fucilata sotto la traversa; sette minuti dopo Insigne sbuca da sotto le foglie ed approfitta di un maldestro retropassaggio di Jodlowiec per battere il portiere Kuciak prima della fine della prima frazione. Nella ripresa, in soli dieci minuti il risultato lievita ulteriormente: dopo un gol annullato ingiustamente a Chiriches al 46’, infatti, Callejon (57’) ribadisce in rete un bel cross di Mertens dalla destra; lo spagnolo gli restituisce poi il favore (65’) liberandolo il belga per il tiro che vale il poker partenopeo; in mezzo il gol di Vranjes (62’) su dormita della retroguardia azzurra. Arrivano poi al 90’+1’ la doppietta di Mertens con un gran tiro fuori area (da fermo e ad incrociare) e, dopo appena un minuto, il secondo gol polacco con Prijovic per il definitivo 5-2 finale.

I record di tutti. Girone concluso a punteggio pieno: unica squadra delle due massime competizioni europee a riuscirci. 22 gol fatti, 3 subiti: miglior differenza reti assoluta in Europa. Superato il record del Salisburgo di 21 gol fatti nell’arco di un unico girone. Prima ed unica squadra italiana ad uscire imbattuta da un raggruppamento europeo. Bene, bravi, bis! Ma se è vero che grandi risultati maturano solo se c’è un grande gruppo a coltivarli, nel giorno del compleanno dello splendido solista Higuain (nemmeno convocato) ecco che è obbligatorio celebrare il rientrante Mertens, capace da sé di far ammattire la difesa polacca, il cecchino dalle polveri bagnate in campionato Callejon – al suo quinto centro europeo – l’encomiabile El Kaddouri, partito esterno e finito ad agire da falso nueve, lui che è trequartista puro; il talentuoso Chalobah, autore di una buonissima prova adornata dal gol che spezza gli equilibri; i silenziosi Valdifiori, Chiriches e Luperto, che attendono il proprio turno lavorando sodo e dando sempre il massimo quando sono chiamati in causa. Subito zittiti i detrattori del post-Bologna: contro un avversario modesto serviva sì sfoderare la grande prestazione, ma soprattutto reagire sul piano emotivo alle tre sberle prese al Dall’Ara per arrivare all’imminente sfida con la Roma col morale alto (anzi, altissimo). E così è stato…

Parola all’urna. Il prossimo lunedì 14 dicembre il Napoli conoscerà il proprio avversario nei sedicesimi di Europa League. Tanti ed insidiosi sono gli incroci possibili, basti pensare ad alcune retrocesse dalla Champions come il Siviglia, il Valencia, o Galatasaray, oppure alle seconde classificate ai gironi come Borussia Dortmund, Marsiglia, Villareal o l’insidioso Sporting Lisbona. Le più corteggiate sono sicuramente l’Anderlecht e il Sion e l’Augusta; di medio gradimento invece Sparta Praga, St. Etienne e Fenerbahce. Vedremo se la mano che determinerà il percorso del Napoli nel prosieguo della competizione europea sarà benevola o meno, ma fino alle date del prossimo doppio confronto ad eliminazione diretta (18 e 25 febbraio) c’è ancora tempo: ora testa al campionato e alla sfida cruciale contro la Roma, a cui il Napoli arriva da netto favorito.

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