È atterrato a Capodichino alle 18,35 di ieri il nuovo giocatore del Napoli, l’ex ala blucerchiata Manolo Gabbiadini (23 anni). Con il suo ingaggio, costato intorno ai 13 milioni di Euro divisi equamente tra Sampdoria e Juventus, la squadra partenopea si è assicurata uno dei migliori prospetti calcistici italiani ed ha provveduto ad offrire una valida alternativa ai titolarissimi del reparto d’attacco: il giovane calciatore occupa come ruolo naturale quello dell’esterno destro d’attacco (zona di campo che predilige per rientrare col sinistro e cercare la porta con fulminei tiri da lontano), ma adempie diligentemente anche il ruolo di ala sinistra d’attacco, nonché di prima punta. Insomma, un jolly dal sinistro chirurgico e letale al servizio di mister Rafa Benitez. L’operazione Gabbiadini, tuttavia, rappresenta più che un semplice investimento per puntellare una rosa già abbastanza competitiva. Esso segna uno spartiacque nella storia recente e futura del Napoli: da un lato, infatti, il patron De Laurentiis ha per la prima volta investito una cifra considerevole per un unico giocatore già nel mercato di Gennaio, dall’altro, invece, Benitez ha accettato di buon grado la giovane promessa del calcio italiano reputandolo una felice eccezione di un panorama calcistico quanto mai povero di talenti su cui investire. È chiaro anche, però, che un acquisto fatto con tale repentinità lascia qualche dubbio sulla permanenza di uno dei due attuali alfieri d’attacco dello scacchiere napoletano: le tante e attraenti sirene estere fanno di Mertens (voci dall’Inghilterra per lui) e Callejon (sempre più incapace di resistere ad un ritorno a Madrid, sponda Atletico) i maggiori indiziati a dire addio alla maglia azzurra già la prossima estate. Tuttavia, il colpo potrebbe anche essere il preludio ad un valzer di panchine a partire dalla nuova stagione. In caso di addio di Benitez, sulla panchina del Napoli potrebbero sedere o Sinisa Mihajolovic, attuale allenatore della Sampdoria e mentore proprio dello stesso Gabbiadini, oppure Vincenzo Montella, tecnico della Fiorentina ormai in rotta con la dirigenza viola: il primo riabbraccerebbe il suo pupillo, mentre il secondo lo farebbe affermare definitivamente, essendo il migliore allenatore della serie A nello sviluppare il bel gioco sugli esterni. Dopo le prime sgambate a Castel Volturno, però, nel futuro immediato e prossimo di Gabbiadini c’è il Napoli e Napoli, città che, si sa, nutre sempre un certo debole per i calciatori dal sinistro magico. A lui il compito di far sognare l’intera tifoseria partenopea.

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