600220Ci sono molte serie pluriennali che si trascinano a stento in ogni generazione sperando di continuare a vivere: questo è il caso di ”Need For Speed”, un tempo gioco di corse per eccellenza ma che in questi anni sta molto deludendo con ”Most Wanted” e ”Rivals”, però gli sviluppatori hanno deciso di sbaragliare il mercato mettendo tutto quello che i fan chiedevano senza dimenticare i passi fatti con i giochi precedenti. Il risultato è il nuovo attesissimo ”Need For Speed” (semplicemente chiamato così) che tenta di riportare il brand ai livelli storici di un tempo. Operazione riuscita?

Sì! Ma in parte, tornare alla gloria di un tempo è difficile, dovrebbero davvero approfondire molti aspetti che hanno reso i giochi di questa serie  belli; le auto per l’appunto sono molto dettagliate sia graficamente che per quanto riguarda la personalizzazione. Questa interessa le parti della macchina, il filtro dell’aria, la testata e ovviamente motore e cambio,  però, non può essere effettuata al massimo in tutte le auto, alcune sono lasciate a loro stesse con poche personalizzazioni.

In sella al bolide
In tutti gli eventi che abbiamo visto e a cui abbiamo partecipato il messaggio del team Ghost era solo uno: ”Need For Speed” doveva essere un titolo definitivo, il miglior capitolo dell’intera serie.
Per arrivare a questo traguardo gli obiettivi erano molteplici e come prima cosa si è pensato di inserire una trama che facesse da collante per le centinaia di gare che ci attendono una volta girata la chiave nel quadro e avviato il motore. La narrazione rappresenta, così, un punto centrale dell’intero gioco, mettendoci nei panni del classico giovane dalle belle speranze pronto a farsi una reputazione tra i migliori racer della città. Ogni gara, ogni traguardo raggiunto, ogni macchina sverniciata ci permetterà di accrescere la nostra fama con uno dei cinque personaggi principali, ciascuno con una propria storyline ed eventi dedicati da completare. Certo, non dovete aspettarvi qualcosa di estremamente profondo o ricercato, ma la recitazione è buona e le differenze di ruolo tra i nostri “guru” più che soddisfacenti. Amy, il meccanico, cerca di trarre il massimo dalle vetture che le passano in garage, Robin è una ragazza dall’animo semplice che adora girovagare di notte con la Crew, Manu adora lo stile e il drift mentre Spike è un odiosissimo ragazzino figlio di papà e pieno di soldi, che vuole solo sfrecciare il più velocemente possibile nelle strade notturne di una Los Angeles completamente reimmaginata.

Ventura Bay

L’ambientazione di ”Need For Speed” prende come spunto Los Angeles, con le sue strade enormi e le luci al neon che colorano un cielo completamente nero, ma ve la farà vivere esclusivamente di notte, cosa che appiattisce di molto l’atmosfera. Ogni singola gara potrà essere affrontata, infatti, solo dal tramonto all’alba, lasciando il giocatore abbastanza disorientato e facendogli sembrare di vivere l’intera avventura in una sola e lunghissima notte. Si perde così il senso di crescita e di appartenenza ai vari gruppi, venendo catapultati a destra e a manca nelle competizioni senza soluzione di continuità. Accettate una sfida, vincetela, aprite la mappa e teletrasportatevi direttamente in un’altra competizione, ripetendo il tutto fino alla fine del gioco. Guidare di notte, solo per il piacere di farlo, non è così entusiasmante e la città ricreata dai designer del team Ghost manca di landscape caratteristici, facendo vivere al giocatore un continuo déjà vù. Certo, la zona portuale è differente dal centro cittadino, ma quando viaggerete a 300 km/h farete fatica a guardarvi intorno e a notare i dettagli. Anche i tracciati scelti non sono poi così vari, nonostante le dimensioni della mappa siano il doppio rispetto a quelle viste due anni fa. Una città enorme, tra le altre cose, ma abbastanza vuota se consideriamo che solo otto giocatori potranno partecipare contemporaneamente alla sessione di gioco e che le macchine guidate dall’ia sono poche e davvero sparute.

L’impatto visivo è invece particolarmente impressionante, soprattutto quando le luci dei lampioni e i palazzi vi sfrecceranno accanto impazziti. Ottimi i riflessi, gli effetti particellari di fumo e scintille, e difficile da dimenticare il gioco di riflessi sull’asfalto bagnato, curatissimo. Interfaccia e navigatore non si discostano molto dagli standard classici della serie, invadendo forse in maniera talvolta eccessiva la visuale del giocatore. Gli impatti hanno alti e bassi con una fisica apprezzabile durante gli scontri tra le vetture, ma mostrano il fianco quando le auto vanno a toccare muretti o guard rail con rimbalzi piuttosto improbabili.

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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