È una serata come tante e Aldo decide di passarla assieme ai suoi amici in discoteca.
Aldo Naro ha venticinque anni, è originario di Caltanissetta e a luglio dello scorso anno si è laureato in Medicina e Chirurgia. Il suo sogno è diventare cardiologo.
Ha tanta voglia di vivere e se ne accorge anche chi non lo conosce, basta guardare il sorriso spontaneo che ha in ogni singola foto.
Aldo stava festeggiando il Carnevale in un privèe del Goa, in una discoteca di Palermo, con la sua comitiva e la fidanzata. Il ragazzo è stato colpito con un calcio alla nuca ed è morto per un’emorragia celebrale, in seguito alla rissa scoppiata per un cappello da cowboy rubato a un suo amico.
I compagni che si trovavano con la vittima hanno raccontato che in dieci si sono scagliati contro Aldo.
Ad ucciderlo è stato un ragazzino di 17 anni che si è costituito nel carcere minorile Malaspina di Palermo, accompagnato dai genitori ha confessato: “Sono venuto a consegnarmi. Sono io quello che cercate.”
I carabinieri avevano individuato cinque sospettati, tra cui lo stesso minorenne, grazie alle telecamere del locale, a dei testimoni presenti e delle foto scattate in quel tragico venerdì sera.
Aldo è andato via lasciando il padre Rosario, colonnello dei carabinieri, la madre Anna Maria, insegnante in pensione e la sorella Chiara laureata in Medicina.
Aveva venticinque anni.
Non si può uscire di casa per andare a divertirsi e non tornare più. Non si può morire così.
Allora qual è il modo giusto per morire? C’è n’è uno? Forse. Ma di sicuro non è questo. Non è l’odio, né la violenza a dover decidere il destino di qualcun altro. Aldo questo mondo se lo meritava. Meritava i suoi successi, la sua carriera, l’amore, la famiglia, gli amici, il divertimento. Meritava di avere una vita normale, come ce l’hanno tutti i ragazzi di venticinque anni. Eppure qualcuno ha deciso al posto suo. Un ragazzino ha deciso al posto suo.
La sorella Chiara lo ricorda così su Facebook: “Ti prego dammi la forza, un angelo è andato in cielo e il male degli uomini è qui con noi. Per favore pregate per lui, troppo dolore ha visto nella sua morte, per favore ricordatelo per la sua allegria. Ci manchi tanto, non c’è più famiglia senza te”.

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