11181266 859044567505806 428002637229958281 nQualcuno ancora oggi parla con entusiasmo dei film 3D che sono proiettati al cinema o di televisioni costosissime che utilizzano questa tecnologia a tratti sorprendente. Vuol dire che questo qualcuno non ha mai sentito parlare della chicca del 2016: Oculus Rift. è stata la casa produttrice del primo visore, la OCULUS vr, a introdurre un nuovo modo di intendere il virtuale e proprio in questi giorni sta inviando ai primi sviluppatori di app per Oculus la versione definitiva del visore che sarà in vendita nel 2016. Perché si parla di nuovo modo di intendere il virtuale? Semplicemente perché identificare tale tecnologia con l’appellativo 3D è un offesa a ciò che a detta di molti sostituirà ogni tipo di monitor e TV. Allo stesso tempo non possiamo nemmeno parlare di un ipotetico 4D: oculus è oltre. Questo “caschetto” non solo fa provare l’ebrezza di un’ambientazione virtuale ma catapulta in un mondo renderizzato in cui tutto può diventare realtà. Il DK2, l’ultimo prototipo realizzato prima della versione definitiva, è stato provato al Fablab Olivetti di Succivo e gli utenti a stento riuscivamo a credere alla magia di questa tecnologia. In particolare sono state due le applicazioni che hanno letteralmente lasciato a bocca aperta i “viaggiatori”: “Senza Peso” e “Affected”. Il primo è un viaggio in un mondo fantastico per mezzo di una canoa, il secondo è un horror davanti al quale togliere il cappello. Nel primo viaggio ci si ritrova quasi in compagnia di Caronte, sul corso di un fiume che parte da un albero della vita e giunge all’inferno. La seconda applicazione catapulta, invece, i viaggiatori virtuali in quella che a prima vista può sembrare una normalissima casa di campagna, ma che presto risulta essere infestata da fantasmi di bambini (con tanto di urla, ansiosa musica di sottofondo e angoscianti nenie). Perché tutto questo deve essere diverso rispetto ai grandi titoli PS? Perché l’Oculus Rift consente di far rivivere a chi lo utilizza le medesime percezioni del protagonista dei suoi giochi preferiti. Il primo sussulto lo si prova non appena si tenta di esplorare il mondo virtuale girando intorno con la testa:  si regala così ai visitatori la possibilità di scandagliare quel mondo fantastico in ogni suo punto e in ogni direzione. Allo stesso modo in Affected è possibile osservare ogni punto della casa stregata da ogni altezza: quadri, sedie, porte che sbattono, pianoforti volanti e lei, la bambina maledetta che il viaggiatore puntualmente ritrova a un palmo dal naso a urlare nel buio. Infatti il visore, con l’ausilio di una telecamera a infrarossi puntata sul giocatore, è in grado di seguire i movimenti della testa e di renderizzare in tempo reale l’ambiente circostante. Nonostante i due “giochi” fossero solo dei demo e il visore fosse un prototipo possiamo affermare senza ombra di dubbio che si tratta già di un grande successo. Nel video in allegato potrete godere delle reazioni di chi ha provato l’Oculus Experience al Fablab Olivetti. https://www.youtube.com/watch?v=304ScLZHxqM&feature=share

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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