Dopo avervi fatto viaggiare in giro per il mondo attraverso le pagine di grandi romanzi come “Notre Dame de Paris” o “Tre uomini in barca”, “On the road”, questa settimana, vi propone come biglietto d’aereo una poesia.
I versi di Grazia Deledda, premio nobel per la letteratura nel 1926, ci porteranno in Sardegna, in quella natìa Barbagia che tanto ha segnato la sua produzione letteraria. 
Da “On the road” e Social, come sempre, buona lettura e buon viaggio!
Siamo sardi.
Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi,
romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.
Siamo le ginestre d’oro giallo
che spiovono sui sentieri rocciosi
 come grandi lampade accese.
Siamo la solitudine selvaggia,
il silenzio immenso e profondo,
lo splendore del cielo,
il bianco fiore del cisto.
Siamo il regno ininterrotto del lentisco,
delle onde che ruscellano i graniti antichi,
della rosa canina, del vento,
dell’immensità del mare.
Siamo una terra antica di lunghi silenzi,
di orizzonti ampi e puri, di piante fosche,
di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.
Noi siamo sardi.
Grazia Deledda

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