Questa settimana “On the road” propone un brano del libro che ha ispirato il suo nome, “Sulla strada” di Jack Kerouac.

Accompagneremo Sal Paradise, pseudonimo dello stesso Kerouac, in uno dei suoi viaggi lungo l’immenso continente americano;  con lui andremo da Denver fino alla mitologica San Francisco degli anni ‘50, in cerca di Remi Boncoeur.

La musica di Frisco ci attende: da Social, come sempre, buona lettura e buon viaggio!   

“Arrivai con due settimane di ritardo all’appuntamento con Remi Boncoeur. Durante il viaggio in autobus da Denver a Frisco non accadde nulla, ma tutta la mia anima esultava all’avvicinarsi della città. Di nuovo Cheyenne, nel pomeriggio questa volta, e poi via verso ovest per le montagne; a mezzanotte attraversammo lo spartiacque a Creston, e all’alba, arrivammo a Salt Lake City, una città di fraticelli innaffiati, il posto meno probabile come città natale di Dean; poi via verso il Nevada nel sole cocente, Reno al calare della notte, le luci ammiccanti del quartiere cinese; poi su per la Sierra Nevada, pini, stelle, locande di montagna che parlavano di amori di Frisco- una bambina, nel sedile dietro il mio, piagnucolava: <<Mamma, quando arriviamo a casa a Truckee?>>. Ed ecco Truckee, semplice e familiare, poi giù per le colline fino alla piana di Sacramento. All’improvviso mi resi conto di essere in California. Aria calda, profumata- aria da baciare- e palme. Lungo il leggendario Sacramento in autostrada; di nuovo sulle colline; su e giù; e all’improvviso lo spettacolo della baia che si allargava sotto di noi (appena prima dell’alba) adorna dei festoni delle luci assonnate di Frisco. Sull’Oakland Bay Bridge dormii sodo per la prima volta da quando avevamo lasciato Denver; e quando l’autobus si fermò sulla stazione tra la Market e la quarta mi svegliai di soprassalto, con la brusca consapevolezza di essere a più di cinquantamila chilometri dalla casa della zia a Paterson, New Jersey. Uscii incerto dall’edificio come un fantasma macilento, ed eccola, Frisco: lunghe strade desolate con i fili del tram avvolti nella nebbia e nel biancore. Camminai a fatica per qualche isolato. Nell’alba assurdi barboni (fra la Mission e la Terza) mi chiedevano dieci centesimi. C’era musica da qualche parte. Ragazzi voglio vedere tutto, ma a più tardi! Adesso devo cercare Remi Boncoeur.

Mill City, dove abitava Remi, era un agglomerato di baracche in una valle, le baracche di un quartiere costruito per gli operai dei cantieri navali  durante la guerra; era in fondo ad un canyon, un canyon profondo, con i pendii coperti da una profusione di alberi. C’erano spacci e sarti e barbieri per la gente del quartiere. Era, dicevano, l’unica comunità d’America in cui bianchi e negri vivevano volontariamente insieme; ed era proprio così, e da allora non ho mai più visto un posto così pieno di vita e di allegria. (…)”

(da “Sulla strada”)

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