Si sa, ogni campionato di calcio è una lunga ed estenuante maratona, capace di riservare colpi di scena e stravolgimenti inaspettati. Quest’anno, tuttavia, la Serie A si presenta più diffusamente competitiva, con almeno 5 squadre che – almeno sulla carta – ambiscono al titolo finale. Le squadre in questione sono Juventus, detentrice del titolo, Roma, Milan, Napoli ed Inter; mentre si candidano ad essere outsider  di lusso, pronte ad approfittare delle defaillance  altrui, Fiorentina e Lazio (la cui esigua rosa potrebbe incorrere in più di una difficoltà in campionato qualora raggiungesse la qualificazione ai gironi di Champions). Volendo azzardare i primi pronostici, la Juventus, che parrebbe ancora la squadra da battere, in realtà non è la favorita. La Roma, infatti, ha trovato in Salah e Dzeko due acquisti formidabili tali da rendere quella guidata da Garcia una squadra completa, imprevedibile e solida in ogni reparto. A meno di imprevisti, i giallorossi sono i candidati numero uno alla vittoria finale. I bianconeri, seppur artefici di un precampionato affatto brillante, hanno dalla loro però il vantaggio di tanti innesti di rilievo come Mandzukic, Dybala, Khedira ed il terzino ex Porto Alex Sandro, ma ad Allegri manca ancora il tassello più importante per far esprimere al meglio la squadra secondo il suo credo tattico: il trequartista. Qualora non arrivasse il mister X capace di accendere la luce, la Juve no sarà quella schiacciasassi ammirata nelle passate stagioni e potrebbe perdere più di qualche punto per strada. La lotta scudetto beneficerà, però, della presenza di altre due pretendenti. Senza dubbio, il Milan si candida a terza forza del campionato per i suoi investimenti mirati: Galliani, infatti, ha notevolmente aumentato il valore della rosa con gli innesti di Romagnoli, Bacca, Luiz Adriano e Bertolacci (senza contare l’arrivo dato ormai per certo di Soriano, pallino di Mihajlovic ai tempi della Sampdoria); l’unica incognita per i rossoneri sarà proprio il serbo, alla prima panchina “pesante” della carriera (ad eccezione di quella della nazionale serba) ma il sanguigno Sinisa difficilmente sbaglierà la sua stagione più importante. Il Napoli, invece, è un po’ la cenerentola del torneo: nobile grazie ai gioielli “Reali” Higuain, Callejon e Albiol, intuitiva come le giocate di Hamsik, Mertens e Gabbiadini, proletaria e pronta alla fatica come il suo nuovo allenatore Sarri e il suo regista Valdifiori, si presenta ai blocchi di partenza con l’attacco sulla carta più forte del campionato. Inoltre l’inserimento in rosa di Vlad Chiriches e Elsed Hysaj darà maggior stabilità a tutta la difesa. In altri termini, i partenopei sono senza dubbio più competitivi dell’anno scorso. Occhio, però, a qualche cessione illustre dell’ultimo momento e al tempo di assimilazione delle alchimie tattiche dell’allenatore ex Empoli: a Napoli i margini di errore sono prossimi allo zero e gli errori costano cari. L’inter, dal canto suo, è il vero mistero di questo precampionato: nonostante gli sforzi economici profusi per trattenere Icardi ed acquistare Jovetic, Kondogbia, Miranda, Montoya (questi si dice già bocciato dal tecnico) e Murillo, sul campo la squadra di Mancini è parsa spaesata e senza idee. La vendita di Kovacic – uno dei migliori talenti al mondo nel ruolo di trequartista – al Real Madrid per 35 milioni di euro è segno anche di uno sconcertante impasse societario a cui Thohir ci ha ormai abituato (ricordiamo come durante il periodo Mazzarriano lo stesso presidente permise una gestione irrispettosa della bandiera Zanetti, all’ultima stagione della sua carriera). Insomma, l’Inter potrà concedersi la soddisfazione di battere qualche big ma difficilmente ambirà allo scudetto: si prospetta, però, un comodo ingresso in Europa League.

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